La nuova infrastruttura da quasi 30km che collegherà le due grandi città cambierà completamente la mobilità del Paese
Le grandi opere infrastrutturali sono tornate al centro del dibattito pubblico, soprattutto quando si tratta di collegare territori complessi e separati da ostacoli naturali. Oltre alla mobilità, la questione riguarda anche lo sviluppo economico e la qualità della vita di intere aree geografiche.

La Norvegia, da sempre abituata a convivere con un territorio difficile fatto di fiordi, montagne e condizioni climatiche estreme, ha deciso di puntare su un progetto destinato a fare scuola. Un’infrastruttura completamente diversa dal classico ponte, pensata per superare i limiti imposti dalla natura.
Rogfast, il tunnel sottomarino più lungo al mondo: le città coinvolte
Il progetto si chiama Rogfast ed è destinato a diventare il tunnel sottomarino più lungo e profondo al mondo per il traffico stradale. Una volta completato, si estenderà per circa 26,7 chilometri, raggiungendo una profondità massima di quasi 400 metri sotto il livello del mare. La struttura sarà composta da due tubi separati, ciascuno con due corsie, per garantire sicurezza e fluidità del traffico.
L’obiettivo principale è quello di collegare in modo stabile le aree di Randaberg e Bokn, eliminando la necessità di utilizzare i traghetti, oggi fondamentali ma spesso soggetti a ritardi o cancellazioni a causa del maltempo. Un cambiamento che potrebbe ridurre drasticamente i tempi di percorrenza, con un risparmio stimato fino a 11 ore per alcuni spostamenti.
Il Rogfast è progettato per gestire circa 10.000 veicoli al giorno e ha un costo complessivo stimato intorno a1,9 miliardi di euro.
Il finanziamento sarà condiviso tra lo Stato norvegese, che coprirà circa il 40% della spesa, e i pedaggi, destinati a sostenere la parte restante nel tempo. Oltre alla riduzione dei tempi, il tunnel punta a migliorare la sicurezza. Rispetto alla navigazione tra i fiordi, spesso condizionata da vento e mare agitato, offrirà un collegamento costante e protetto, indipendente dalle condizioni atmosferiche. Un aspetto che potrebbe avere un impatto significativo anche sul trasporto merci e sulla continuità delle attività economiche.
Progetti di questo tipo inevitabilmente aprono riflessioni anche altrove. In Italia, ad esempio, c’è ancora tanto caos per il Ponte sullo Stretto che dovrà collegare Calabria e Sicilia, che è da anni al centro del dibattito, con l’ipotesi del ponte sullo Stretto che continua a dividere opinione pubblica e politica.
L’idea di un tunnel sottomarino, rispetto a quella di un ponte, rappresenta un’alternativa che torna ciclicamente nelle discussioni. Un’opzione che, almeno sulla carta, potrebbe risultare meno impattante dal punto di vista visivo e più protetta dalle condizioni climatiche. La distanza tra le due sponde dello Stretto è molto inferiore rispetto a quella affrontata dal progetto norvegese, rendendo l’ipotesi tecnicamente più contenuta.





