Si può essere stati anche dei super piloti di F1 ma a bordo di monoposto potenti senza aiuti alla guida l’errore è dietro l’angolo.
Guidare una F1 al limite in un tracciato cittadino rimane tra le cose più difficili che possa fare un essere umano. C’è un’idea sbagliata che tutti abbiano le capacità, almeno teoriche, di sedersi nell’abitacolo di una monoposto e di spingere al massimo l’acceleratore. Una dimostrazione pratica della complessità ci è giunta puntuale dalla sfida di Monaco tra le leggende del passato, terminata anzitempo contro il muretto per uno dei piloti della Scuderia Ferrari più amati di sempre.
L’esperienza non è mai troppa alla guida e l’errore è sempre dietro l’angolo quando si va forte, al limite. Questa lezione l’ha imparata a sue spese a Monaco il pilota franco-siciliano, Jean Alesi, che ha corso per la Ferrari tra il 1991 e il 1995, con la quale ha vinto il Gran Premio del Canada (l’unico in carriera). Accostato a Gilles Villeneuve per lo stile di guida generoso, il pilota e opinionista francese si è ritagliato nel tempo le simpatie del pubblico grazie al suo fascino e la dialettica d’avvocato.
Uomo ricercato nell’immagine è una presenza fissa nei circuiti di tutto il mondo dove riceve attestati di stima e d’affetto dai suoi tifosi. Spesso ospite nelle migliori trasmissioni televisive, Alesi, ha preso parte questa volta, in veste di pilota, sullo storico Circuito di Monaco, ad uno degli eventi più gettonati del Principato guidando una 312 del 1969 d’epoca restaurata.
L’auto a tutta velocità, uscita dal tunnel, ha impattato in testacoda in prossimità della Nouvelle Chicane, andando a sbattere contro le barriere. Le conseguenze sono state come si può vedere dai video disastrose per la Rossa finita in pezzi, ma per fortuna il pilota è uscito indenne sulle sue gambe. Per Alesi non si tratta del primo incidente al Grand Prix Historique di Monaco. Nel 2021 finì a muro nel Principato con la Ferrari 312B-74 che fu di Niki Lauda dopo un tamponamento da parte di un avversario.
Non è un episodio isolato a bordo di un’auto storica, anche Charles Leclerc fu protagonista di un problema al volante della monoposto del 1974 appartenuta a Niki Lauda. Questi incidenti alla guida di monoposto senza aiuti sono la prova di come l’esperienza non sia sufficiente per tenere a bada la potenza e il controllo di auto senza nessuna assistenza elettronica alla guida e ci fanno apprezzare ancor di più i piloti del passato che hanno sfidato la morte giro dopo giro e hanno poi permesso l’evoluzione della tecnologia della categoria. Il nostro pensiero va chiaramente al simpatico Alesi ma anche al proprietario della 312 incidentata.