La primavera è da sempre uno dei momenti più scelti per mettersi in viaggio verso una delle mete più suggestive d’Europa. Mete come Medjugorje, il Cammino di Santiago, richiamano ogni anno migliaia di pellegrini e turisti, attratti non solo dal valore spirituale ma anche dall’esperienza unica di attraversare paesaggi e città ricchi di storia. Nel 2026, però, chi aveva in programma di raggiungere la Galizia dovrà fare i conti con una novità importante. L’aeroporto Santiago-Rosalía de Castro Airport resterà completamente chiuso per oltre un mese, costringendo compagnie aeree e passeggeri a rivedere i propri piani.

La sospensione delle operazioni è prevista dal 23 aprile al 27 maggio, un periodo particolarmente delicato perché coincide proprio con l’inizio della stagione più frequentata. La decisione non è legata a fattori esterni o emergenze improvvise, ma a un intervento programmato e considerato necessario per il futuro dello scalo. Al centro dei lavori c’è il rifacimento completo del manto della pista principale, un’operazione fondamentale per garantire sicurezza ed efficienza operativa nel lungo periodo. L’intervento rientra in un piano più ampio da circa 31 milioni di euro promosso da AENA, che gestisce gran parte degli aeroporti spagnoli.
Le conseguenze dopo la chiusura dell’aeroporto
Le conseguenze, però, saranno immediate. Per cinque settimane nessun volo potrà decollare o atterrare, con la cancellazione di numerosi collegamenti, inclusi quelli operati da compagnie molto utilizzate dai viaggiatori europei. Migliaia di passeggeri si troveranno quindi a dover riorganizzare il proprio itinerario, spesso con poco preavviso.
Per chi non vuole rinunciare al viaggio, esistono comunque alcune alternative. Lo scalo più vicino è quello di A Coruña Airport, sempre in Galizia, che ha già previsto un potenziamento dell’offerta con centinaia di voli aggiuntivi per far fronte alla domanda.

Un’altra opzione è rappresentata dall’aeroporto di Vigo-Peinador Airport, situato a circa 90 chilometri da Santiago, che può rappresentare una soluzione valida soprattutto per chi è disposto a proseguire il viaggio via terra.Le autorità invitano comunque i passeggeri a contattare direttamente le compagnie aeree per verificare lo stato delle prenotazioni e valutare eventuali modifiche o rimborsi. Una fase di transizione che richiederà un po’ di organizzazione in più, soprattutto per chi aveva già programmato tutto nei dettagli.
Al di là dei disagi immediati, l’intervento rappresenta un investimento sul futuro dello scalo e sulla capacità di accogliere un numero crescente di viaggiatori. Il Cammino di Santiago continua a essere una delle esperienze più richieste in Europa, e infrastrutture adeguate sono fondamentali per sostenere questo flusso.
Per chi partirà nel 2026, sarà quindi necessario un piccolo sforzo organizzativo in più.





