Stellantis e l’ennesimo disastro in Italia: notizia drammatica per uno degli stabilimenti più noti

Il gruppo Stellantis ha intenzione di rilanciare la produzione di auto e veicoli commerciali in Italia, ma per alcuni stabilimenti la situazione resta critica. Per Cassino è arrivata un’altra tegola devastante.

Il 2026 è un anno di svolta per il gruppo Stellantis e per l’Italia dell’automotive, almeno da quanto emerso dai primi riscontri in termini di produzione. Il primo trimestre si è chiuso con un buon +9,5% di veicoli prodotti, per un totale di 120.366 unità assemblate nel periodo compreso tra gennaio e marzo. A trascinare il rilancio ci pensano la nuova FIAT 500 Hybrid a Mirafiori e la Jeep Compass, che viene prodotta in quel di Melfi.

Stellantis disastro in Italia
Stellantis brutte notizie (ANSA) – MotorizzazioneTorino.it

Secondo le sigle sindacali, Stellantis potrebbe produrre circa 500.000 veicoli nel corso del 2026 in Italia, per una crescita di oltre 100 mila unità rispetto al disastroso 2025. Non è tutto oro ciò che luccica per l’industria automotive del nostro paese, dal momento che alcuni stabilimenti continuano a zoppicare, rendendo durissima la vita ai lavoratori. A Cassino è stato prolungato l’ennesimo stop, ed anche per l’indotto la situazione si è fatta insostenibile.

Stellantis, altro stop per lo stabilimento di Cassino

Lo stop alle attività nello stabilimento Stellantis di Cassino sembra non avere fine, e per gli operai e l’indotto locale non c’è luce in fondo al tunnel. Inizialmente, l’ennesimo blocco alla produzione di questo inizio 2026 era stato programmato sino al 20 di aprile, ma è arrivata una proroga che fermerà le attività sino venerdì 24. Considerando il week-end prossimo, i lavoratori potranno tornare in fabbrica solamente da lunedì 27 aprile, con un deciso impatto, ovviamente negativo, sulle ore di lavoro e sulle buste paga.

Stellantis Cassino altro stop
Stellantis Cassino in mostra (Stellantis) – MotorizzazioneTorino.it

Gli stipendi, secondo quanto reso noto dal sito web “ClubAlfa.it“, sono ormai ridotti a cifre comprese tra i 1.000 ed i 1.200 euro al mese, paghe irrisorie per quelle che sono le spese nella vita odierna. A risentire di questa crisi è anche l’intero indotto attorno all’hub Stellantis di Cassino, come testimoniato dalla crisi di Trasnova, con l’appalto in scadenza per il 30 di aprile. Tutti i lavoratori sono ora in attesa di scoprire il loro destino in base all’incontro che avverrà nelle prossime ore al Ministero, nella speranza che la situazione venga chiarita. Preoccupazioni analoghe anche per chi è impiegato presso altre due realtà della zona, Logitech e Teknoservice, vittime di una crisi senza fine.