La notizia che arriva sui motori diesel è pesantissima, e cambia le carte in tavola per chi ne possiede una o ha intenzione di acquistarla
Il motore diesel è tra i più apprezzati in Italia per chi acquista un’auto nuova, soprattutto in Europa. Consumi ridotti e una buona capacità di affrontare lunghe percorrenze lo avevano reso il punto di riferimento per flotte aziendali, professionisti e automobilisti abituali, ma attualmente le normative sulle emissioni hanno reso i propulsori a gasolio più complessi e costosi, mentre benzina, ibride ed elettriche stanno guadagnando spazio. Il diesel non è scomparso del tutto, con decine di modelli ancora disponibili sul mercato italiano.

Ad alzare la guardia su questo propulsore è Juan José Ebenezer, noto meccanico spagnolo e influencer molto seguito nel mondo dei motori, che in un recente video ha spiegato perché, secondo la sua esperienza diretta in officina, acquistare oggi un’auto diesel non è sempre la scelta più razionale. Il punto centrale del suo ragionamento riguarda la complessità tecnica dei motori moderni rispetto al passato.
L’allarme del meccanico sui motori diesel
I diesel di nuova generazione sono dotati di una serie di sistemi pensati per ridurre le emissioni inquinanti, tra cui il filtro antiparticolato, la valvola EGR e sistemi di post-trattamento dei gas di scarico sempre più sofisticati. Questi dispositivi hanno un ruolo fondamentale nel rispetto delle normative ambientali, ma introducono anche nuove possibili fonti di guasto e aumentano i costi di manutenzione. Rispetto ai vecchi motori TDI o turbodiesel di venti anni fa, la meccanica è diventata più articolata e meno tollerante a un utilizzo improprio.
Secondo Ebenezer, è proprio questo uno degli aspetti più sottovalutati da chi acquista un diesel oggi. Un eventuale intervento su componenti come il filtro antiparticolato o il sistema di ricircolo dei gas può comportare spese significative, spesso superiori rispetto a quelle necessarie per un motore a benzina equivalente.
Alcuni automobilisti hanno tentato di aggirare il problema modificando o rimuovendo questi sistemi, ma i controlli sono diventati più severi e le nuove strumentazioni in dotazione alle forze dell’ordine consentono di individuare rapidamente eventuali irregolarità.
Un altro aspetto cruciale riguarda il tipo di utilizzo. Il diesel resta una tecnologia progettata per chi percorre molti chilometri, soprattutto su strade extraurbane e autostrade. I motori a gasolio funzionano in modo ottimale quando raggiungono e mantengono la temperatura di esercizio corretta.
Chi utilizza l’auto prevalentemente in città, per tragitti brevi e con frequenti soste, rischia di non consentire al sistema di lavorare nelle condizioni ideali, con conseguenze che possono includere accumulo di residui e maggiore usura di alcuni componenti.
Le versioni diesel inoltre continuano a essere mediamente più costose rispetto alle equivalenti a benzina, con differenze che possono variare da alcune centinaia a diverse migliaia di euro. Questo divario viene compensato solo se si percorrono percorrenze elevate, tipicamente superiori ai 20.000 o 25.000 chilometri all’anno.





