L’Europa guarda alle auto usate per accelerare la transizione ecologica: l’industria chiede incentivi mirati per rinnovare il parco circolante e ridurre le emissioni.
L’Unione Europea potrebbe presto cambiare strategia sul fronte della mobilità sostenibile. Dopo anni di incentivi concentrati quasi esclusivamente sulle auto nuove, cresce l’attenzione verso il mercato delle auto usate, considerato oggi una leva fondamentale per il rinnovo del parco circolante.

Secondo le indicazioni emerse a livello europeo, l’obiettivo è favorire l’accesso a veicoli più moderni e meno inquinanti, rendendo la transizione ecologica più inclusiva e sostenibile anche dal punto di vista economico.
Perché gli incentivi sulle auto usate sono cruciali
In Europa circolano milioni di veicoli con oltre dieci anni di età, spesso altamente inquinanti e poco sicuri. Incentivare l’acquisto di auto usate più recenti permetterebbe di ottenere benefici immediati, senza attendere il completo ricambio del parco con veicoli nuovi.

L’idea è quella di premiare la sostituzione dei modelli più vecchi con auto usate a basse emissioni, comprese ibride ed elettriche di seconda mano. Una soluzione che potrebbe coinvolgere una platea molto più ampia di cittadini rispetto agli attuali incentivi per il nuovo.
Verso una strategia europea per il 2026
Il 2026 viene indicato come un anno chiave per l’introduzione di programmi di incentivazione coordinati a livello europeo, capaci di affiancare le politiche nazionali. L’industria automobilistica sottolinea come il solo mercato del nuovo non sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi ambientali fissati dall’UE.
Puntare sulle auto usate significherebbe anche sostenere il settore automotive, favorire la diffusione di tecnologie più efficienti e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla mobilità sostenibile.
Nei prossimi mesi sono attese ulteriori discussioni tra istituzioni europee e operatori del settore, con l’obiettivo di definire criteri chiari, incentivi mirati e un quadro normativo comune. La direzione, però, sembra ormai tracciata: il futuro degli incentivi passerà anche dal mercato dell’usato.





