Stellantis Atessa, riparte la produzione e aumenta la fiducia nel futuro dello stabilimento abruzzese.
Lo stabilimento Stellantis di Atessa, cuore della produzione di veicoli commerciali leggeri in Italia, mostra segnali incoraggianti per il 2026. Da lunedì 2 febbraio è stato reintrodotto in forma parziale il terzo turno di lavoro per i reparti chiave, tra cui Lastratura, Verniciatura, Montaggio, Qualità e finizione, con l’impiego di circa 800 lavoratori.

Con questa misura la produzione giornaliera di furgoni passa da 640 a 820 unità al giorno, un aumento significativo che indica un miglioramento della domanda o dell’efficienza produttiva. Questo incremento produttivo, secondo quanto dichiarato, potrebbe portare anche alla fine della cassa integrazione per molti lavoratori.
Secondo le istituzioni regionali, la Val di Sangro resta un punto centrale nella rete produttiva di Stellantis e il potenziamento del turn over è visto come una conferma del valore strategico del sito nel contesto industriale del gruppo automobilistico.
Sfide industriali e prospettive future
Nonostante i segnali positivi, lo stabilimento di Atessa ha attraversato anni difficili con una forte riduzione della forza lavoro e della produzione rispetto al passato. Negli ultimi anni infatti il sito ha perso migliaia di posti di lavoro e la produzione annuale di furgoni è diminuita rispetto ai livelli storici, riflettendo le difficoltà dell’intero settore dei veicoli commerciali in Europa.
Tuttavia, la recente ripresa produttiva e il ritorno di un terzo turno sono interpretati come segni di ripresa e possono rappresentare una base di partenza per ulteriori investimenti e nuovi sviluppi industriali nel prossimo futuro. Per sostenere questo percorso, le istituzioni e il governo stanno sollecitando politiche industriali e finanziamenti che possano rafforzare la competitività dell’automotive nazionale, anche in vista delle transizioni tecnologiche legate alle nuove motorizzazioni e all’elettrificazione del parco veicoli.





