Addio ai taxi tradizionali, il nuovo servizio è già arrivato: dove sarà implementato

I taxi tradizionali sono destinati a scomparire nel prossimo periodo, e i nuovi sono già arrivati in Europa. Dove saranno implementati

Il tema della guida autonoma torna ciclicamente al centro del dibattito, tra entusiasmo, scetticismo e promesse che spesso sembrano arrivare sempre un po’ più avanti nel tempo. Elon Musk continua a premere sull’acceleratore e vorrebbe portare la sua guida autonoma supervisionata già a partire da febbraio in diversi Paesi europei, ma si tratta però di un sistema che prevede ancora il controllo umano, anche se in forma ridotta.

taxi
Addio ai taxi tradizionali, il nuovo servizio è già arrivato: dove sarà implementato (Motorizzazionetorino.it)

Diversa è invece la visione di Waymo, la società di guida autonoma controllata da Google, che punta direttamente al livello più avanzato, quello dei veicoli completamente autonomi, senza conducente a bordo. Secondo il colosso di Google la tecnologia è ormai pronta per affrontare anche le città europee, comprese quelle più congestionate e complesse dal punto di vista della viabilità.

Taxi a guida autonoma, dove arriveranno i primi

Il primo vero banco di prova sarà il Regno Unito, dove le autorità britanniche stanno lavorando da tempo per adattare il quadro normativo e consentire l’avvio di servizi di guida autonoma in modo strutturato. La Ministra dei Trasporti locali, Lilian Greenwood, ha già confermato un calendario preciso, e ad aprile 2026 partirà un servizio pilota con le auto Waymo, mentre a settembre dello stesso anno è previsto il lancio completo del servizio, aperto al pubblico, a condizione che la fase di test dia risultati positivi.

I veicoli scelti per questo debutto sono Jaguar I-Pace appositamente modificate, trasformate in taxi a guida totalmente autonoma. L’idea è quella di farle circolare sulle strade di Londra 24 ore su 24, sette giorni su sette, offrendo un servizio continuo simile a quello già attivo in alcune città degli Stati Uniti. Nella fase iniziale, per motivi di sicurezza e accettazione pubblica, a bordo sarà comunque presente un operatore umano, pronto a intervenire in caso di necessità.

Se l’esperimento britannico dovesse funzionare, l’interesse verso una diffusione più ampia in Europa diventerebbe inevitabile, e già molti Paesi dell’Unione stanno osservando con attenzione l’evoluzione della situazione, consapevoli che la guida autonoma sarà un tema importante per il futuro. Taxi senza conducente potrebbero ridisegnare il trasporto urbano, ridurre i costi, migliorare la disponibilità del servizio e, secondo i sostenitori, aumentare la sicurezza stradale.

Il 2026, insomma, potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase, con l’ingresso della guida autonoma nella vita quotidiana europea, almeno in forma di servizi dedicati. Il Regno Unito farà da apripista, e se l’esperimento avrà successo, difficilmente il resto d’Europa resterà a guardare.

Gestione cookie