Arriva il “nuovo petrolio” in Europa e lo porta direttamente il colosso italiano, cercando così di risolvere una questione complessa.
Nelle ultime settimane la situazione si è fatta sempre più complessa in tutta Europa per quanto riguarda la gestione del carburante e del petrolio. La crisi generata da un’assurda e insensata guerra tra USA e Iran, ha scatenato così la chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo impennare i prezzi di benzina e di gasolio.
Un danno economico senza precedenti nel settore e che dimostra come sarà necessario correre ai ripari il prima possibile. Per il momento in Italia si è deciso di ridurre in modo deciso le accise, ma per ora non basta per dare una netta e decisa spallata ai prezzi, i quali non sembrano voler scendere.
Purtroppo la “pace” momentanea non ha portato a nulla di positivo, anche in seguito agli attacchi israeliani in Libano che hanno causato l’ennesimo danno a livello mondiale da parte di un Governo che ne sta combinando davvero di tutti i colori. Insomma, una situazione che non sta dando di certo delle belle prospettive, ma ora qualcosa si sta muovendo per merito di Eni.
Qualche giorno fa era arrivata la notizia come il Venezuela avesse aperto agli investitori stranieri anche nel settore del petrolio. Un netto ed evidente cambio di tendenza rispetto alla dittatura di Maduro, la quale era da un lato statalista e dall’altro altamente amica di Cina e Russia, con Eni che ora ha avuto modo di recuperare i primi carichi.
La notizia è della giornata di ieri, con Eni che ha fatto partire la prima nave carica di petrolio verso l’Europa, con direzione Spagna, dove porterà un totale di un milione di barili di greggio. Un primo importante passo in avanti, considerando infatti come siano passati ben due anni dall’ultima operazione di questo genere di Eni in Venezuela.
Una novità importante che, naturalmente, non avrà un impatto nell’immediato, ma lo potrebbe avere nel prossimo futuro. La società italiana infatti punta sempre di più a riportare un quantitativo di petrolio da far rientrare la crisi energetica non solo in Italia, ma in tutta Europa, e questo è il primo passo da dover compiere, ma sicuramente serve una manovra seria da parte dei Governi.