Il CEO di Honda annuncia bandiera bianca e si arrende, il contesto internazionale dell’automotive e la crisi sono impossibili da arginare
Il Giappone è il simbolo dell’eccellenza industriale nel mondo dell’auto, e i modelli di colossi come Toyota, Subaru e Honda sono considerati tra i più sicuri ed affidabili al mondo, contribuendo a costruire il dominio globale dei marchi nipponici. L’avvento delle auto elettriche però ha spostato il baricentro dell’industria automobilistica, che si sta spostando sempre più verso un altro gigante asiatico, la Cina.

La Cina ha costruito un sistema produttivo estremamente competitivo, fondato su velocità, integrazione e costi ridotti, mettendo in difficoltà anche i costruttori più solidi e strutturati, che si trovano a inseguire un modello industriale completamente diverso da quello tradizionale.
Honda, la resa del CEO: “L’industria giapponese è sull’orlo del baratro”
Toshihiro Mibe, CEO e Presidente di Honda, alle prese con la più grande crisi della sua storia, nelle scorse settimane ha visitato uno stabilimento di un fornitore a Shanghai, e ha visto con i suoi occhi un sistema produttivo altamente automatizzato, con logistica integrata, standard qualitativi elevati e costi estremamente contenuti. Un modello che, secondo lo stesso Mibe, rappresenta in modo concreto il vantaggio competitivo della Cina.

Lo stabilimento in questione non rifornisce soltanto Honda, ma anche realtà come Tesla, segno di una filiera ormai centrale per tutta l’industria globale. “Non possiamo competere contro tutto questo, non possiamo farci nulla” – queste le parole di Mibe in tutta franchezza – Il contesto competitivo globale si fa ogni giorno più agguerrito, siamo consapevoli che l’industria automobilistica giapponese stessa è sull’orlo del baratro.”
Una netta presa di coscienza di un cambiamento già in atto, l’industria automobilistica giapponese, che per anni ha dettato il passo, oggi rischia di trovarsi in una posizione di rincorsa, con margini sempre più ridotti per recuperare terreno.
Le difficoltà non riguardano solo Honda, ma l’intero sistema industriale, chiamato a confrontarsi con un modello produttivo più flessibile e aggressivo. L’idea di una maggiore collaborazione tra aziende giapponesi è per il CEO di Honda imprescindibile, come possibile risposta a una competizione globale che si fa ogni giorno più intensa.
La Cina ha dimostrato di saper costruire una catena del valore estremamente efficiente, capace di abbattere i costi senza compromettere la qualità. Un equilibrio difficile da replicare per chi è legato a modelli industriali più tradizionali.





