I grandi colossi italiani rischiano di passare di mano, con alcune realtà che ora guardano al futuro in modo differente.
Il settore energetico sta avendo un ruolo sempre più centrale per quanto riguarda lo sviluppo delle attività in Italia, con tante aziende che hanno fatto la storia del Belpaese. Enel e Leonardo sono tra le realtà più imponenti del settore, motivo per il quale sarebbe bene cercare di mantenerle quanto più possibile vicine al territorio.

Straordinario il lavoro che sta portando avanti Enel in Italia per quanto riguarda il lavoro legato all’elettrizzazione della rete stradale, con la produzione di colonnine come Enel x Way. Un processo che porterà sicuramente a un miglioramento della mobilità e a contribuire al passaggio a spostamenti sempre più attenti all’ambiente.
Per questo motivo non ci si deve stupire se le grandi aziende italiane che sono legate in modo diretto al settore energetico abbiano un ruolo centrale anche per quanto riguardo gli investimenti esteri. Sono diverse le realtà che stanno crescendo in questo ambito, con Enavm, Eni, Enel, Leonardo, Poste Italiane, Terna, Raiway e MPS che rappresentano una parte essenziale dello sviluppo economico italiano.
Energia al vaglio degli investitori stranieri: ecco la situazione
Queste grazie aziende citate hanno portato in totale, una capitalizzazione di ben 284,3 miliardi di euro. Un valore impressionante, questo infatti è quello che risulta al 2 aprile, il problema però è che oltre il 50% di esso è tenuto in mano a dei fondi stranieri.

A essere i principali gestori di queste aziende, per quanto riguarda le quote azionarie, ci sono realtà come Vanguard e BlackRock. A distanza di tre anni l’una dall’altra scattano le varie assemblee delle società che sono quotate, con tanto di nomina dei vertici, con nuovi nomi e anche tutta una serie di nuove soluzioni derivate dal mercato.
Il fatto che il 50,8% delle quote di queste grandi aziende giunga dall’estero, come evidenziano i dati Consob e Banca d’Italia, evidenziano come la componente straniera abbia un ruolo centrale. Dunque, nonostante da un lato vi sia la volontà di mantenersi indipendenti, dall’altro risulta evidente come si debba cercare di andare in altre direzioni. Non mancano alcune incertezze, come quella sua Leonardo, considerando come in tre anni abbia più che triplicato il proprio valore in Borsa, ma questo non basterà per mantenere l’assetto invariato e si passerà all’AD Roberto Cingolani.





