L’Italia ha il suo petrolio e lo sta già vendendo: ora cambia il quadro geopolitico

L’Italia deve cercare di trovare una soluzione sulla questione petrolio e ora ha i suoi giacimenti che cambiano tutto.

La situazione che si sta andando a creare in Medio Oriente sta causando non poche problematiche anche nel resto del pianeta, soprattutto da un punto di vista economico. Il carburante è schizzato infatti alle stelle, generando così preoccupazioni anche su possibili “lockdown energetici” e nessuno ne ha bisogno.

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L’Italia ha il suo petrolio e lo sta già vendendo: ora cambia il quadro geopolitico (motorizzazionetorino.it)

Per il momento qualcosa sembra essersi mosso per fortuna, considerando come il Presidente degli USA Donald Trump abbia messo un veto ai bombardamenti per due settimane. Non siamo di fronte a una tregua vera e propria, ma è già un passo in avanti.

Lo Stretto di Hormuz è stato riaperto, anche se Israele sta cercando in tutti i modi di creare ennesimi problemi, con il bombardamento su Beirut che rischia una nuova chiusura. Diventa necessario quindi trovare delle vie alternative, come l’Italia che sembra avere la possibilità di beneficiare di due particolari giacimenti, i quali potrebbero diventare di grande aiuto per tutta Europa.

Il petrolio dalla Basilicata: il più richiesto e il più costoso

Per tanti anni si è parlato della Basilicata come il “Texas d’Italia”, considerando infatti come fossero diversi i giacimenti nei quali era possibile estrarre petrolio. Nonostante questo, in un periodo di così grande crisi del settore come quello attuale, la Regione è quella che ha visto schizzare maggiormente verso l’alto i prezzi di benzina e gasolio.

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Il petrolio dalla Basilicata: il più richiesto e il più costoso (motorizzazionetorino.it)

Al momento siamo di fronte a un costo medio della benzina che tocca l’1,810 euro al litro, mentre per quanto riguarda il gasolio tocchiamo i folli valori di 2,147 euro al litro. Il che è molto strano, considerando come la Basilicata abbia modo di garantire due giacimenti, come quelli di Val d’Agri e quello di Tempa Rossa, i quali hanno modo di essere utilizzati direttamente da Eni e da TotalEnergies.

Sono più di 70 mila i barili di petrolio che vengono prodotti ogni giorno, il che corrisponde al 80% del greggio italiano. Nell’ultimo periodo però il valore è calato a 65 mila al giorno, con il greggio che è portato nella raffineria Eni di Taranto. Il petrolio della Basilicata inoltre è richiesto in tutta Europa, in particolar modo dalla Germania. Un grande aiuto per l’Italia, ma che per ora non serve ad abbattere i costi.