In attesa del 21 maggio, data in cui sarà svelato il nuovo piano industriale di Stellantis, si inizia a parlare dell’avvento di più costruttori nel nostro paese. Ecco dove verranno prodotte le auto del futuro.
Il futuro del gruppo Stellantis e quello dei suoi marchi sarà svelato il 21 di maggio, data nella quale verrà svelato il nuovo piano industriale, che sta nascendo sotto le direttive del CEO Antonio Filosa. La speranza è che l’Italia possa assumere una posizione centrale in chiave futura, dopo il crollo della produzione a cui si è assistito in questi anni. Nel nostro paese si producono ormai circa 300.000 veicoli l’anno, un ecatombe se si pensa ai numeri del passato.

Tuttavia, i primi mesi del 2026 hanno dato delle risposte positive sul piano europeo, con numeri in crescita per Stellantis, specialmente in Italia. Per tale ragione, è in programma l’arrivo di altri costruttori del gruppo pronti a produrre nel nostro paese, almeno secondo quanto raccontano alcune indiscrezioni, pubblicate sul forum “Autopareri“. Uno degli stabilimenti più ricchi di storia si prepara ad accogliere importanti novità in chiave futura.
Stellantis, Citroen e Leapmotor a Pomigliano d’Arco
La fonte sopracitata, che è da sempre un insider del gruppo Stellantis, ha fatto ben sperare con le ultime indiscrezioni pubblicate. Leapmotor e Citroen potrebbero produrre alcuni modelli a Pomigliano d’Arco, lo stabilimento campano, situato in provincia di Napoli, dove nasce la FIAT Pandina. Anche la nuova generazione della citycar più amata dagli italiani sarà assemblata in terra campana, ma accanto a lei potrebbero fare la loro comparsa altri modelli.

Nello specifico, la Citroen produrrà da queste parti la nuova C1, la gemella della futura FIAT Pandina, con la quale condividerà la piattaforma e verosimilmente anche le motorizzazioni. A Pomigliano troverà poi spazio anche un terzo modello, ed è molto probabile che si tratterà di un’auto marchiata Leapmotor. Anche il costruttore cinese sul quale Stellantis ha investito da qualche anno è in forte crescita in Europa, e l’arrivo di una nuova auto di dimensioni contenute, da produrre in Italia, potrebbe essere una mossa strategicamente azzeccata.





