Il taglio delle accise sui carburanti viene esteso fino al 1° maggio 2026: sconti su benzina e diesel, ma i prezzi restano alti.
Il Governo interviene ancora sul caro carburanti e decide di allungare il taglio delle accise. Una misura attesa da milioni di automobilisti, ma che continua a far discutere per i suoi effetti reali sui prezzi alla pompa.

Dopo settimane di tensioni sui mercati energetici, legate soprattutto alla crisi internazionale e alla guerra in Iran, arriva quindi una nuova proroga che punta a contenere i rincari. Ma la situazione resta tutt’altro che risolta.
Taglio accise prorogato: quanto si risparmia davvero
Il Consiglio dei ministri ha ufficializzato la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio 2026, estendendo di fatto una misura che sarebbe scaduta il 7 aprile.
Nel concreto, lo sconto resta invariato:
- circa 25 centesimi al litro su benzina e diesel
- poco più di 11 centesimi sul GPL
Si tratta di un intervento pensato per dare un sollievo immediato agli automobilisti, riducendo il peso fiscale sui carburanti e cercando di calmierare i prezzi.
La misura, introdotta a metà marzo, era inizialmente prevista per circa 20 giorni, ma è stata poi prolungata più volte proprio a causa dell’instabilità dei mercati energetici.
Il costo per lo Stato è significativo: si parla di centinaia di milioni di euro al mese, un impegno che evidenzia quanto il tema carburanti sia diventato centrale anche per i conti pubblici.
Prezzi ancora alti e dubbi sull’efficacia della misura
Nonostante il taglio, i prezzi dei carburanti restano elevati e in alcune zone d’Italia il diesel ha già superato i 2 euro al litro, con punte ancora più alte in autostrada.
Il problema è che lo sconto fiscale, da solo, non riesce a compensare completamente l’aumento del costo del petrolio e le tensioni geopolitiche. In altre parole, il beneficio per gli automobilisti c’è, ma risulta meno evidente rispetto alle aspettative iniziali.
Per questo motivo, il Governo ha affiancato alla misura anche altri interventi:
- crediti d’imposta per autotrasporto e pesca
- rafforzamento dei controlli contro la speculazione sui prezzi
Resta però un grande interrogativo: cosa succederà dopo il 1° maggio?
Se la crisi energetica dovesse continuare, è probabile che si torni a parlare di nuove proroghe. In caso contrario, il rischio è un nuovo aumento immediato dei prezzi alla pompa.
Intanto, per gli automobilisti italiani, il taglio delle accise rappresenta solo una tregua temporanea in una fase in cui fare rifornimento continua a pesare sempre di più sul bilancio familiare.





