Brutto tracollo per il colosso delle auto, co la situazione che si fa davvero sempre più complicata per il futuro.
Non è di certo il periodo più semplice per quanto riguarda il mercato delle auto e sono diverse le motivazione che spiegano questa situazione. Per prima cosa si deve tenere in considerazione come le istituzioni abbiano esagerato con alcuni Leggi legate all’elettrico, con questo mercato che non riesce a emergere, il che mette in crisi le varie aziende.

A peggiorare la situazione ci pensa anche la costante e continua ascesa da parte dei nuovi marchi, in particolar modo quelli che giungono dalla Cina. La nazione asiatica ha dimostrato di poter dare alla luce delle vetture di ottima caratura, ma allo stesso tempo anche con dei prezzi molto vantaggiosi.
Questo sta mettendo in crisi il mercato dei marchi europei, soprattutto per quelli legati a un mercato del lusso. Da diversi anni il Gruppo Volkswagen deve fare i conti con i bilanci per nulla positivi in casa Porsche, con la casa di Stoccarda che già da tempo ha dato vita a una riduzione del personale, ma ora la situazione sta peggiorando sempre più.
Porsche rivede tutti i piani: nuovi tagli del personale
Solo un anno fa, la Porsche scuoteva il mondo dei motori, quando il CEO Oliver Blume annunciava il taglio di ben 3900 posti. In autunno il suo posto è stato preso da Michael Leiters, ma a quanto pare le cattive notizie non erano solo una specialità di Blume.

Dopo un pesantissimo taglio, a marzo è arrivata l’ennesima mazzata per i lavoratori, con Leiters che ha annunciato una nuova riduzione della forza lavoro. Sarà un cambiamento radicale, tanto che Leiters ha parlato in modo chiaro di un pacchetto onnicomprensivo, le quali andranno anche a semplificare e non poco la struttura manageriale di Porsche.
Si deve cercare in tutti i modi di ridurre i costi, limitare le gerarchie, la componente burocratica e anche la complessità dell’offerta. Per questo motivo è ormai chiaro come la Porsche dovrà lasciar perdere inutili ideologie e pensare al pragmatismo, il che significa tornare a una pesante produzione termica, il che è ciò che richiede la clientela della casa tedesca. Anche il 2025 è iniziato in salita per Porsche, ma ora serve affrontare in modo concreto il problema.





