L’utile della Porsche ha subito un crollo epocale, a seguito del calo delle vendite e di una situazione di crisi che prosegue da diversi mesi. La casa di Weissach inizia a guardare a tagli di personale.
La crisi del settore automotive ha raggiunto dei livelli mai esplorati in passato, mietendo vittime illustri tra i costruttori più ricchi di storia e blasone. Un esempio lampante ci è offerto dal tracollo della Porsche, la casa di Weissach che ha scritto la storia dell’automobilismo e dell’industria automobilistica tedesca. Il 2025 è stato un anno horror per questo brand, che costringe i vertici a delle serie riflessioni in chiave futura.
A guidare la Porsche verso una crisi senza precedenti è stata l’eccessiva fiducia nella mobilità sostenibile, che non è stata ripagata dai risultati. La vendita dei veicoli elettrici è crollata, fruttando un calo dell’utile pari al 92%. Non è un caso che i vertici abbiano già rivisto i loro piani, riportando i motori termici al centro dei progetti e cancellando qualche modello elettrico. Il nuovo amministratore delegato, Michael Leiters, dovrà sacrificare anche un discreto numero di posti di lavoro, in un piano di salvataggio che sa di mossa disperata.
La crisi senza fine di Porsche è descritta al meglio dai numeri relativi al 2025. Il fatturato non ha superato quota 36,27 miliardi di euro, calando del 9,5% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo è sceso del 92,7%, passando dai 5,64 miliardi del 2024 ad appena 410 milioni nel 2025, ed è questo il dato che ha fatto scattare l’allarme tra i vertici di Weissach. La principale causa di un tracollo di questo livello è dato dal calo di vendite in Cina, ma anche dalle restrizioni europee sul fronte della cybersicurezza, che hanno limitato la vendita di modelli come la Macan e la 718.
Michael Leiters sta lavorando ad un piano di sicurezza, un vero e proprio taglio ai posti di lavoro che faranno discutere e non poco. Sono già stati annunciati 3.900 esuberi, ma ne arriveranno molti altri per tentare di risanare una situazione che è sempre più prossima al baratro. La Porsche procederà anche al taglio dei dividenti, ed è già stata avanzata una proposta che prevede di abbassare il valore delle azioni ordinarie ad 1 euro l’una. L’obiettivo, in vista del 2026, è quello di riportare l’utile operativo tra il 5,5% ed il 7,5%, ma solo il tempo fornirà una risposta.