Alfa Romeo, ma quale Stelvio: il primo SUV faceva rabbrividire: mai visto nulla di così brutto

L’Alfa Romeo presenta oggi una gamma dominata del tutto dai SUV, ma in passato lanciò un modello a ruote alte che non ottenne affatto buoni riscontri. Andiamo a riscoprire questo assurdo modello.

Nel corso dell’ultimo decennio, il mercato dell’auto ha conosciuto l’esplosione dei SUV, veicoli considerati di nicchia sino a pochi anni fa, che oggi hanno conquistato i gusti dei clienti in tutto e per tutto. L’Alfa Romeo è entrata in questo mondo con la Stelvio, il SUV svelato assieme alla berlina Giulia sotto la guida e per volontà di Sergio Marchionne, deciso a rilanciare il marchio del Biscione dopo un periodo di crisi.

Alfa Romeo storia del primo SUV
Alfa Romeo logo (Pixabay) – MotorizzazioneTorino.it

Il buon successo di questo veicolo ha poi spinto i vertici ad insistere in tale direzione, portando alla luce la Tonale, SUV di Segmento C nel 2022, ed il B-SUV Junior due anni dopo, anche in versione full electric. L’Alfa Romeo è ormai concentrata sulla produzione degli Sport Utility Vehicle, ma c’è una storia che molti di voi non conosceranno, e che merita di essere riscoperta. Il primo SUV della casa di Arese fece la propria comparsa nel vecchio millennio, ma non ottenne il successo sperato, finendo nel dimenticatoio.

Alfa Romeo, ecco il SUV Sporthut che debuttò nel 1997

Per raccontare questa curiosa storia è necessario tornare al lontano 1997, anno in cui l’Alfa Romeo presentò il SUV Sporthut, nato sulla base della 145 e curato da Bertone. Questa vettura, per via della sua linea inusuale, non conquistò le masse, sin dalla sua presentazione, avvenuta al Salone di Ginevra di 29 anni fa. All’epoca, i SUV non erano un segmento dominante come al giorno d’oggi, e rappresentavano una nicchia di mercato. Il progetto della casa di Arese fu bocciato anche per tale ragione, e rappresentava un rischio troppo importante a parere dei vertici.

Alfa Romeo Sporthut nacque nel 1997
Alfa Romeo Sporthut in mostra (X) – MotorizzazioneTorino.it

Fu una delle ultime opere delle quali si occupò, in prima persona, Nuccio Bertone, che poi scomparve pochi mesi dopo aver avviato il progetto. L’Alfa Romeo Sporthut era dotata di retrovisori avanzati, vetri nella parte bassa delle portiere ed anche di un lunotto a cupola, ed il progetto nacque sulla base della 145, sfruttandone il pianale. La trazione era integrale, mentre il motore era un 2 litri benzina da 4 cilindri da 143 cavalli di potenza massima, abbinato ad un cambio manuale a 5 marce. La FIAT, proprietaria della casa di Arese, decise però di non dare seguito al progetto, e la vettura rimase un concept a vita.