Dopo un avvio difficile, febbraio 2026 riporta il segno positivo nel mercato auto europeo. Ma sono elettriche e ibride a riscrivere gli equilibri.
Il mercato dell’auto europeo prova a rimettersi in carreggiata. Dopo un gennaio in rosso, febbraio 2026 chiude con un segnale incoraggiante: le immatricolazioni tornano a crescere, anche se di poco (+1,4%), confermando una ripresa ancora fragile ma significativa.
Un dato che, letto da solo, potrebbe sembrare modesto. Ma osservando più da vicino cosa sta succedendo sotto la superficie, emerge una trasformazione ben più profonda.
Il +1,4% di febbraio rappresenta un’inversione di tendenza rispetto all’avvio d’anno negativo, quando il mercato europeo aveva registrato un calo sensibile delle immatricolazioni.
Il rimbalzo, però, non basta a cancellare del tutto le difficoltà: il bilancio complessivo resta incerto, con un primo bimestre ancora debole e influenzato da fattori economici e geopolitici.
A pesare sono diversi elementi:
Non è quindi una crescita “strutturale”, ma piuttosto un segnale di assestamento dopo mesi complicati.
Il vero motore della crescita non è il mercato nel suo insieme, ma una sua parte ben precisa: le auto elettrificate.
A febbraio, infatti:
Numeri che raccontano una verità ormai difficile da ignorare: la transizione energetica non è più una prospettiva futura, ma una realtà già in atto.
Allo stesso tempo, le motorizzazioni tradizionali (benzina e diesel) continuano a perdere terreno, sia in termini di quota di mercato sia di appeal tra i consumatori.
Il quadro che emerge è chiaro:
la crescita c’è, ma è guidata da un cambiamento strutturale profondo.
Non si tratta solo di vendere più auto, ma di vendere auto diverse:
E mentre alcuni gruppi automobilistici iniziano a beneficiare di questa transizione con risultati sopra la media, altri faticano ad adattarsi.
In questo contesto, il +1,4% di febbraio assume un significato diverso: non è solo un dato positivo, ma il segnale che il mercato europeo sta cambiando pelle.