La FIAT sta vivendo un inizio di 2026 estremamente positivo, come confermato dai più recenti dati relativi alle vendite. La casa di Torino si gode un primato notevole grazie ad uno dei suoi modelli più recenti.
Il gruppo Stellantis è stato protagonista di un buon avvio in questo 2026, con delle vendite in netta crescita sul continente europeo. In tal senso, un ruolo di primaria importanza è ricoperto dalla FIAT, che si conferma in gran forma con la propria gamma di modelli. Per la casa di Torino si tratta di un anno potenzialmente determinante, visto l’imminente lancio dei due nuovi SUV Grizzly e Panda Fastback.

Il debutto è previsto entro la fine del 2026, senza dimenticare il rilancio della 500 Hybrid, la cui produzione è tornata a Mirafiori dal novembre dello scorso anno. La FIAT è dunque la punta di diamante di Stellantis nel mercato europeo, ed i primi dati relativi alle vendite di questa fase embrionale del 2026 sono confortanti. Andiamo ad analizzare, nel dettaglio, quelli che sono i numeri che sorridono al gruppo di John Elkann.
FIAT, la Grande Panda fa volare le vendite di Stellantis
Il settore automotive non vive di certo un periodo d’oro, ma il gruppo Stellantis prova a vedere la luce in fondo al tunnel. Le vendite sono cresciute dell’11% in Europa a febbraio, un aumento significativo se consideriamo la crescita dell’intero mercato che, nel Vecchio Continente, è stata pari solamente all’1,9%. A fare la differenza in positivo sono state le scelte del nuovo CEO Antonio Filosa e del suo gruppo di manager, che stanno puntando fortemente sull’azzeccata Smart Car, una piattaforma che dà origine a modelli compatti e che permette di mantenere dei prezzi vantaggiosi.

La conferma della sua bontà deriva da un dato insindacabile, ovvero il grande successo che sta ottenendo la FIAT Grande Panda, salita ad un +51% nelle vendite. Molto bene anche la Opel Frontera di nuova generazione, senza dimenticare la Citroen C3 Aircross, anche lei protagonista di una notevole scalata negli ultimi mesi. Stellantis dovrà comunque affrontare l’allarme legato alla transizione elettrica, che è costata miliardi di euro al gruppo. L’idea di tornare a puntare su una strategia che si basi sui motori termici pare essere la strada più logica, ed anche la concorrenza potrebbe adeguarsi.




