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Auto

Il colosso francese sostituisce la forza lavoro umana con i robot: automotive a rischio

L’industria delle quattro ruote continua a essere esposta a condizioni di lavoro critiche. L’ultimo caso preoccupante arriva dalla Renault.

Viviamo in un mondo tristemente orientato all’IA e allo sviluppo di nuove tecnologie che stanno snaturando l’essere umano. Privato di socialità, comunicazioni visive e sempre più sostituito dalle macchine, l’uomo sta perdendo la propria identità. Persino nel mondo del lavoro il contrasto con i robot sta facendo emergere un nuovo aspetto emergenziale.

Novità automotive robot (Canva) Motorizzazionetorino.it

Se le macchine sostituiranno completamente l’apporto umano come andrà avanti la società? Economicamente parlando chi sosterrà il peso di una famiglia? Imprenditori come Elon Musk sembrano contrari a investire in risorse umano, esplorando frontiere che rischiano di tagliare fuori del tutto l’apporto quotidiano della collettività in carne e ossa. Uno scenario che non ci sembra vicino solo perché non ci ritroviamo a osservare il rapido sviluppo delle entità digitali e meccaniche.

La scelta di Renault

Trecentocinquanta robot umanoidi arriveranno nelle factory entro il 2027, con l’obiettivo di tagliare del 30% le ore necessarie per costruire un’auto. Obiettivi ambiziosi e anche comprensibili per la Casa di Losanga, ma a spaventare è il piano strategico futuREady. Nello stabilimento di Douai il robot trasporteranno gli pneumatici destinati ai modelli elettrici Scenic e R5, sollevando carichi fino a 40 kg.

Renault logo (ANSA) – MotorizzazioneTorino.it

Gli umani si risparmieranno una faticaccia, anche perché i robot non hanno limiti di turno. Gli umanoidi sono sviluppati dalla startup francese Wandercraft, in cui Renault detiene una quota di minoranza acquisita nel giugno 2025. Dopo oltre un decennio di ricerca sugli esoscheletri medicali, i nuovi robot umanoidi saranno impiegati nelle attività più ripetitive, pesanti e a basso valore aggiunto, della Casa francese.

Con un alleggerimento delle mansioni più faticose per l’essere umano, il piano futuREady prevede una riduzione dei costi di produzione del 20% entro 5 anni. BMW e Mercedes-Benz stanno facendo lo stesso nei rispettivi impianti di Lipsia e negli stabilimenti ungheresi. Tesla ha fatto di Optimus uno dei punti fermi del piano industriale. La robotica e l’automazione restano temi centrali anche per il Gruppo Stellantis. Un business miliardario che è destinato a crescere e superare i 200 miliardi di dollari entro il 2035. L’automotive sarà uno dei settori più incentrati su queste trasformazioni radicali con buona pace dei tecnici e della passione delle nuove generazioni umane.

Antonio

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Antonio