Arrivano nuovi limiti di velocità in Italia, con le multe che rischiano di diventare sempre più elevate e con nuove motivazioni.
La mobilità in Italia continua a subire una serie di importanti innovazioni, considerando come l’intento sia quello di ridurre quanto più possibile l’utilizzo di mezzi privati, per favorire quelli pubblici. Una scelta che è sicuramente molto condivisibile, ma allo stesso tempo non si deve limitare la libertà dei cittadini.
La sicurezza deve essere messa sempre al primo posto, sia per quanto riguarda la strada che per ciò che concerne l’aria che i cittadini respirano, provando sempre a rendere il tutto quanto più vivibile possibile. Per questo motivo molte città stanno decidendo di adottare la “Zona 30”, altamente criticata da molti.
Infatti secondo tanti si tratta unicamente di un metodo per poter arricchire le casse comunali, visto come un limite di 30 km/h risulta davvero molto basso. A Bologna non sono mancate le critiche, ma ora si sta andando anche in questa direzione nella Capitale Roma, con i primi esperimenti che hanno dato alcuni risultati, ma ora è tempo di passare ai fatti.
Dal 16 marzo anche a Roma si è deciso di dare il via alle nuove ZTL tanto detestate dai cittadini, senza dimenticare anche la presenza di sistemi che controlleranno coloro che supereranno la velocità di 30 km/h. Tutta la zona del centro storico romano infatti sarà controllata dalla Zona 30, con le sanzioni che rischiano di essere davvero elevatissime.
Si passa infatti da un minimo di 42 euro, ma si arriva anche a un picco massimo di 3382 euro con tanto di 10 punti decurtati dalla patente. Passare i 40 km/h è molto facile, perché 70 km/h sono una velocità che in alcune strade, se libere e sgombre da traffico, sono facilmente raggiungibili. Diverso il caso delle stradine interne e strette, dove già prima nessuno riusciva a superare certe velocità, dunque sembra essere una mera presa di posizione burocratica.
Nonostante si fosse parlato di una rilevazione della velocità che non avrebbe potuto avvenire tramite autovelox fissi, si è trovato il modo per istituire da parte della Polizia locale dei dispositivi mobili che possono pizzicare i trasgressori. Anche Roma sembra volersi omologare alla “collega” Milano, sperando che non prenda però esempio dal capoluogo lombardo nella gestione della viabilità.