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Auto

Lamborghini spegne le 60 candeline della sua supercar più amata

La Casa di Sant’Agata Bolognese ha scelto di omaggiare la sua regina che ha creato il mito. La supercar del Toro che ha rivoluzionato il mondo ha compiuto 60 anni.

Il marchio del Toro è portatore di un sentimento di amore e rispetto per le opere d’arte su quattro ruote. Una storia imprenditoriale che se non fosse esistita, probabilmente avrebbe preso vita in un film. Ferruccio Lamborghini, da re dei Trattori, divenne il primo e più temibile avversario di Enzo Ferrari. Da vicino di casa con il pallino delle sgasate per le strade romagnole su vetture del Cavallino, si lamentò dell’affidabilità della 250 GT. “Ma cosa vuole saperne lei che guida i trattori?”, gli rispose un infuriato Enzo Ferrari dopo troppe lamentele. Ferruccio non ci pensò due volte e tornò a casa con l’idea di creare un marchio di auto che avrebbe lanciato sul mercato modelli in grado di oscurare la Casa modenese.

La celebrazione di Lamborghini – Motorizzazionetorino.it

La moglie di Ferruccio riteneva l’intera questione una follia e sarebbe stato un azzardo investire grosse somme di danaro solo per far impallidire Enzo Ferrari. Ferruccio, conscio delle difficoltà, chiamò a rapporto i migliori tecnici dell’industria dell’automotive, tra cui il progettista di motori ex Ferrari Giotto Bizzarrini, Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani specialisti di telai e il designer Franco Scaglione. Le menti partorirono il primo prototipo della Casa del Toro.

Ferruccio apprezzava la corrida e l’idea di denominare alcuni modelli con il nome di tori famosi arrivò anche perché era nato sotto il segno zodiacale del noto animale. Il primo modello lanciato fu la 350 GTV, una Gran Turismo Veloce 3,5 L di cilindrata. Dopo un anno di studi l’automobile fu presentata nel 1963 al Salone dell’automobile di Torino e non lasciò il segno.

I 60 anni della Miura

Ferruccio Lamborghini non accettò la sconfitta e chiamò gli specialisti della carrozzeria milanese Touring e decise di modificare alcuni elementi stilistici per rendere l’auto più elegante e simile a una Ferrari. Il cuore pulsante era un V12 anteriore longitudinale, a doppio albero a camme in testa, 6 carburatori Weber 40DCOE, 24 valvole, 2 per cilindro. La GT aveva 360 cavalli, una coppia di 326 N m a 6000 giri al minuto e raggiungeva i 280 km/h. Accantonata la 350 GT, furono prodotte 400 GT e la 400 GT 2+2.

La prima vettura del marchio del Toro a lasciare a bocca aperta anche Enzo Ferrari fu la Miura. Vi erano stati installati, con poche modifiche, il motore e le sospensioni che già equipaggiavano la 400 GT. Il modello era nato dall’estro di Gian Paolo Dallara, di Paolo Stanzani e di Marcello Gandini. Nuccio Bertone fu affascinato dal progetto al punto di dichiarare a Lamborghini: “Io sono quello che può fare la scarpa al tuo piede”. Il resto è una storia che compie 60 anni nel segno dell’eleganza e di una bellezza senza tempo che ha reso la Miura la Lamborghini più amata dai puristi. Prodotta in soli 763 esemplari, tra il 1966 e il 1973, la coupé di Sant’Agata Bolognese ha fatto la storia. Leggera, potente con il motore V12, toccava performance top per l’epoca.

Antonio

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