I prezzi di benzina e diesel sono schizzati a oltre 2 euro al litro, ma ci sono alcune pompe dove si paga 50 o 60 centesimi in meno al litro
Fare rifornimento alla pompa di benzina dopo le tensioni tra Iran, Israele e USA è un vero e proprio salasso economico. Il gasolio è finito al centro delle attenzioni per via dei rincari registrati in Italia, dove i listini si sono avvicinati alla soglia dei 2 euro al litro nel rifornimento self service, con picchi ancora più alti nelle aree autostradali. Per molti pendolari e autotrasportatori il pieno è una voce di spesa significativa, tanto da rendere conveniente percorrere qualche chilometro in più pur di risparmiare.
Nei distributori oltre confine, come la Slovenia, il prezzo del diesel resta sensibilmente più basso rispetto a quello italiano, con valori che oscillano indicativamente tra 1,50 e 1,60 euro al litro. Un divario che, moltiplicato per la capacità media di un serbatoio, fa rapidamente la differenza.
Alla base di questo scarto non c’è soltanto una diversa pressione fiscale, ma anche un meccanismo di aggiornamento dei prezzi che segue logiche differenti. In Italia i listini vengono adeguati di frequente, spesso su base quotidiana, seguendo l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e le dinamiche della distribuzione interna. In Slovenia, invece, l’adeguamento avviene con cadenze più dilatate, generalmente settimanali, e questo contribuisce a rendere i prezzi più stabili nel breve periodo.
Il risultato è evidente nelle aree di servizio prossime al confine, dove si formano code di automobilisti italiani diretti ai distributori sloveni. Un comportamento che riemerge ciclicamente nei momenti di maggiore pressione sui carburanti, quando la differenza supera i quaranta o cinquanta centesimi al litro e lo spostamento diventa economicamente sensato per molti utenti.
Su un pieno medio di gasolio il risparmio può arrivare facilmente a 30 o 40 euro per un’utilitaria. Una cifra che, ripetuta più volte nell’arco del mese, incide in modo concreto sulle spese di chi utilizza l’auto per lavoro o percorre lunghe distanze ogni settimana. Per i mezzi commerciali leggeri e per i professionisti della strada il vantaggio diventa ancora più evidente.
La situazione è leggermente diversa per la benzina, che pur avendo registrato rincari importanti mantiene uno scarto meno marcato rispetto al diesel. È soprattutto il gasolio, oggi, a spingere gli automobilisti a varcare il confine.
I gestori difendono i meccanismi di formazione dei listini, legati a dinamiche fiscali e di approvvigionamento complesse, ma per chi è alla guida la valutazione resta semplice e immediata: spendere meno dove è possibile.