L’Italia vive un’epoca drammatica sul fronte della produzione in ambito automotive, ma il gruppo Stellantis è intenzionato a cambiare le carte in tavola. Ecco cosa potrebbe accadere sul fronte dei motori in futuro.
La produzione di auto e componenti in Italia continua a diminuire di anno in anno, e la situazione, sul fronte occupazionale, si è fatta via via sempre più drammatica. Il gruppo Stellantis sembra intenzionato a rilanciare la nostra penisola, come ha dimostrato l’inizio della produzione della nuova FIAT 500 Hybrid presso lo stabilimento di Mirafiori, già a partire dallo scorso mese di novembre.
Con la nuova guida di Antonio Filosa nel ruolo di CEO, Stellantis sembra voler dare una svolta dopo una crisi iniziata da diversi anni, tornando a puntare sui motori termici a dispetto di un’elettrificazione che non ha dato i risultati sperati. Inoltre, c’è la volontà di mettere da parte i problematici motori PureTech, che potrebbero essere rimpiazzati da una nuova generazione di propulsori. In tal senso, l’Italia potrebbe essere profondamente avvantaggiata dalla nuova strategia del gruppo, divenendo il cuore della produzione di queste nuove unità propulsive.
Stando alle ultime indiscrezioni, Stellantis potrebbe puntare sui motori FireFly che nascono a Termoli, rendendo così la divisione Global Small Engine il fulcro della propria gamma europea. Questi motori risultano essere flessibili a livello progettuale, e la sua struttura in alluminio basata su architetture modulari da 3 e 4 cilindri li rendono una soluzione conveniente sotto tutti i punti di vista. I propulsori che nascono in Molise presentano delle soluzioni aspirate da 1,0 litri, sino ai motori turbocompressi da 1,5 litri.
In futuro, questi motori saranno elettrificati con il sistema Mild Hybrid 48 Volt, ottenendo anche delle versioni Plug-In Hybrid con potenze massime sino a 280 cavalli, con tanto di trasmissioni e-DCT e motori elettrici da 21 kW. Nel frattempo, Stellantis sta puntando sullo stabilimento di Mirafiori, dove nasce la FIAT 500 Hybrid, per la quale sono state assunte 400 nuove persone, a conferma di una ritrovata fiducia nell’industria automobilistica italiana. Nel caso in cui Termoli dovesse assumere un ruolo centrale, il futuro del nostro paese potrebbe tornare radioso in questo settore.