La Jeep Renegade è uno dei SUV più venduti in Italia ed in Europa, modello di punta del marchio americano. Ora c’è anche la versione estrema
Lanciata come porta d’ingresso al mondo Jeep, la Renegade ha avuto il compito di tradurre lo spirito off-road del brand in un formato urbano, più accessibile e adatto all’uso quotidiano. Linee squadrate, dettagli ispirati ai modelli storici e dimensioni compatte l’hanno resa una presenza costante nelle città europee, ed è diventata ben presto uno dei SUV più venduti in Italia e in Europa.
La gamma si è evoluta seguendo le logiche del mercato, tra motorizzazioni benzina e diesel, versioni ibride leggere e soluzioni plug-in che hanno ampliato l’offerta, mantenendo però un’impostazione tecnica coerente con il segmento.
Un modello pensato per la città e per un pubblico ampio, mai realmente associato a motorizzazioni estreme, anche se qualcuno ha deciso di costruire la versione che molti appassionati avrebbero voluto vedere: una Renegade con motore V8 Hemi.
Dietro al progetto c’è Mike Martin, creator americano che ha documentato ogni fase del lavoro sul suo canale YouTube. Per arrivare al risultato finale sono serviti cinque anni di modifiche, prove e adattamenti. Il punto di partenza è stato l’acquisto di una Dodge Charger R/T incidentata, scelta come auto donatrice per recuperare il celebre V8 Hemi da 5,7 litri.
Inserire un motore di quelle dimensioni in un SUV compatto ha richiesto interventi strutturali profondi. Martin ha modificato il pianale e il parafiamma integrando parti della Charger direttamente nella scocca della Jeep, così da creare lo spazio necessario per ospitare il propulsore. Anche l’impianto elettrico è stato completamente rifatto, con nuovi cablaggi e centraline adattate per far dialogare correttamente tutti i sistemi.
Il risultato è una Renegade che condivide ben poco con il modello di serie. Oltre al motore, il progetto ha coinvolto numerosi componenti meccanici di alto livello. L’impianto frenante arriva da una Dodge Challenger SRT Hellcat, scelta quasi obbligata per gestire potenza e peso extra. Il telaio è stato rivisto e completato con sospensioni pneumatiche ribassate, soluzione che migliora assetto e stabilità e permette di regolare l’altezza da terra.
La carrozzeria ha ricevuto modifiche mirate per adattarsi alla nuova meccanica e trasmettere un look più aggressivo, mentre l’abitacolo è stato trasformato in chiave racing e premium. Spiccano una gabbia di sicurezza realizzata su misura e un impianto audio artigianale, ma il dettaglio più scenografico è il tetto “stellato”, chiaro richiamo alle finiture tipiche delle vetture Rolls-Royce.
Il progetto è stato raccontato passo dopo passo attraverso quasi 50 video pubblicati nel corso degli anni, diventando un vero diario tecnico di una trasformazione estrema.