Il nuovo dispositivo introdotto dal Governo ha suscitato diverse polemiche, per il prezzo alto che dovrà essere sostenuto interamente dai cittadini
Il tema della sicurezza stradale è al centro dell’agenda politica, con interventi sempre più mirati a colpire i comportamenti considerati ad alto rischio. La guerra alla guida in stato di ebbrezza è uno dei cavalli di battaglia del ministro Salvini, e resta una delle principali cause di incidenti gravi, motivo per cui il legislatore ha deciso di affiancare alle sanzioni tradizionali strumenti tecnologici capaci di prevenire il problema alla radice.
Introdotto nel dicembre 2024, l’alcolock ottiene finalmente un passaggio fondamentale: la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei modelli compatibili con il Codice della Strada da parte del Ministero dei Trasporti. Un passaggio atteso da oltre un anno, senza il quale l’obbligo previsto dalla normativa restava di fatto inapplicabile.
L’obbligo di installare l’alcolock riguarda esclusivamente chi viene sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. Oltre alle sanzioni già previste, per loro scatta l’obbligo di installare il dispositivo sull’auto a proprie spese. Il costo complessivo dell’operazione non è trascurabile, perché tra dispositivo, montaggio e certificazioni si arriva facilmente a una cifra intorno ai 2000 euro.
L’aspetto che ha fatto discutere maggiormente riguarda l’uso condiviso del veicolo. Se l’auto su cui è montato l’alcolock viene utilizzata anche da altri membri della famiglia, tutti saranno obbligati a soffiare nel dispositivo prima di avviare il motore, anche se non hanno mai commesso alcuna infrazione. Una misura che punta a evitare scorciatoie, ma che di fatto estende le conseguenze della sanzione anche a chi non ha responsabilità dirette.
Il funzionamento dell’alcolock è relativamente semplice, almeno dal punto di vista dell’utente. Il dispositivo viene collegato al sistema di accensione dell’auto e prima di mettere in moto è necessario soffiare in un apposito boccaglio, se il sensore rileva la presenza di alcol nel respiro, il motore resta bloccato e il veicolo non può essere avviato. L’obiettivo è impedire materialmente la guida in stato di ebbrezza, andando oltre la sola deterrenza della multa o del ritiro della patente.
Con l’aggiornamento più recente del Codice della Strada, il limite legale è stato fissato a 0,8 grammi per litro, un valore che può essere superato più facilmente di quanto molti pensino. Per una donna di circa 55 chili può bastare una birra doppio malto, mentre per un uomo di 65 chili possono essere sufficienti tre calici di vino. Dati che aiutano a comprendere perché il legislatore abbia deciso di intervenire con strumenti così stringenti.
Le conseguenze per chi tenta di aggirare l’obbligo dell’alcolock sono particolarmente pesanti. Manomettere il dispositivo, alterarne il funzionamento o rompere i sigilli di sicurezza comporta il raddoppio di tutte le sanzioni previste. Le Forze dell’Ordine hanno già chiarito che su questo fronte non sarà ammessa alcuna tolleranza, proprio perché il dispositivo è considerato una misura di sicurezza e non un semplice accessorio.