Il diesel, scelto in passato dagli italiani perché più conveniente rispetto alla benzina, oggi si trova in uno scenario completamente diverso
Il prezzo dei carburanti è uno degli indicatori più osservati dagli automobilisti italiani, ed è un elemento che incide tanto sulle scelte quotidiane, sulle decisioni di acquisto di un’auto e persino sulla competitività di interi settori come il trasporto merci. Oggi il gasolio ha raggiunto livelli che non si vedevano da mesi e ha ribaltato un equilibrio a cui il mercato era abituato da tempo.

Le quotazioni internazionali del petrolio restano influenzate dalle politiche produttive dell’OPEC+, dalle oscillazioni della domanda globale e dalle tensioni geopolitiche che periodicamente impattano sulle catene di approvvigionamento, ed i principali marchi operanti in Italia hanno aggiornato i propri listini, contribuendo a un aumento diffuso lungo tutta la filiera.
Non va dimenticato poi l’impatto sul trasporto merci su gomma, settore che utilizza quasi esclusivamente gasolio. Un aumento strutturale dei costi del carburante si riflette inevitabilmente sui prezzi finali dei beni trasportati, con possibili ripercussioni sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Il prezzo attuale del diesel
Il prezzo medio nazionale del diesel in modalità self-service si attesta a 1,720 euro al litro, il valore più alto degli ultimi 12 mesi, un dato che pesa soprattutto su chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro o percorre molti chilometri all’anno, categorie che tradizionalmente hanno scelto il gasolio proprio per la sua maggiore convenienza rispetto alla benzina.

L’analisi delle rilevazioni diffuse da Staffetta Quotidiana mostra aumenti generalizzati su tutta la rete italiana. Nel self-service il diesel si colloca, come detto, a 1,720 euro al litro, mentre nella modalità servita sale a 1,858 euro al litro, con punte che arrivano fino a 1,899 euro nelle stazioni dei grandi marchi. In autostrada la situazione è ancora più onerosa, perché il self-service tocca 1,822 euro al litro e il servito raggiunge addirittura 2,081 euro al litro.
L’aspetto più significativo è che il diesel ha superato la benzina, ed oggi la verde si attesta mediamente a 1,670 euro al litro, circa 5 centesimi in meno rispetto al gasolio. Una dinamica che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata anomala, considerando che per lungo tempo il diesel è stato percepito come il carburante più economico, quello su cui si basavano i calcoli di convenienza per chi acquistava un’auto.
Le ragioni di questa inversione sono molteplici e affondano sia nelle scelte fiscali sia nelle dinamiche internazionali. Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la riforma delle accise che ha aumentato il carico fiscale sul gasolio di 4,05 centesimi al litro, che diventano 4,94 centesimi considerando l’Iva al 2%. Contestualmente, la benzina ha beneficiato di una riduzione di pari importo. La misura rientra nel percorso di graduale eliminazione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi, che storicamente avevano favorito il diesel rispetto alla benzina.





