Un iconico esemplare di Alfa Romeo 33 Stradale è stato ceduto per la cifra simbolica da 10 euro. La Procura di Milano indaga per estorsione e falso.
Un dramma si è consumato in Lombardia e questa è la classica storia che nessun appassionato di motori vorrebbe sentire. Una Alfa Romeo 33 Stradale, valutata tra i 10 e i 30 milioni di euro, è al centro di una indagine condotta dalla Procura di Milano.
La vettura milanese, una delle più rare dell’industria italiana, sarebbe stata venduta a due cittadini francesi per la cifra simbolica di soli 10 euro, tramite una operazione societaria che la famiglia proprietaria denuncia come viziata da gravi pressioni psicologiche e irregolarità legali. E’ logico pensare che la trattazione sia stata condizionata da minacce esplicite che hanno spinto gli intestatari della vettura a cederla. Gli avvocati delle vittime hanno spiegato che vi sarebbe stato un amico di lunga data che avrebbe influenzato gli eredi, inducendoli a firmare documenti di mediazione e un arbitrato in circostanze anomale.
La 33 Stradale è considerata una leggenda su quattro ruote, anche grazie alla sua esclusività. È stata prodotta in soli 18 esemplari tra il 1967 e il 1969. Per le Case italiane era un periodo irripetibile, grazie ad autentici geni come Franco Scaglione, designer incaricato del progetto insieme alla Carrozzeria Marazzi.
Dopo oltre mezzo secolo la 33 Stradale conserva un fascino unico e vale una fortuna. E’ stato il primo veicolo a vantare l’apertura a farfalla delle portiere, incernieriate sul tetto. La soluzione divenne molto popolare nell’ambito nel Motorsport, rendendo più facile l’accesso dei piloti nell’abitacolo. Il telaio, il motore e il cambio furono elaborati dal reparto corse della Casa di Arese. Grazie ai risultati top ottenuti in pista la vettura è diventata un emblema del made in Italy.
Il prezioso esemplare Alfa Romeo è stato sottratto con una operazione rapida e dolorosa. In ventiquattro ore è stata creata una società semplice, alla quale la vettura è stata subito intestata, rendendo gli accertamenti ancor più complessi. L’intreccio ha portato alla denuncia di estorsione e falso in atto pubblico, dopo la scomparsa del veicolo. I legittimi proprietari, truffati dall’operazione, hanno annunciato una ricompensa di 100.000 euro a chiunque fornisca informazioni utili al recupero del mezzo. Il fascicolo aperto dalla Procura di punta a fare chiarezza su una vicenda sempre più intricata.