Il mercato auto europeo inaugura il 2026 con un segnale chiaro: la transizione è ormai in pieno corso. I dati di gennaio raccontano un panorama in profonda trasformazione, dove le motorizzazioni tradizionali perdono terreno e i brand più dinamici, in particolare cinesi, conquistano quote sempre più rilevanti.
A sorprendere non è solo il calo delle vendite complessive di alcune categorie, ma soprattutto la velocità con cui sta cambiando la composizione del mercato.
Crollano benzina e diesel: l’elettrificazione accelera
Il dato più evidente riguarda le auto termiche. Benzina e diesel registrano un forte arretramento, confermando un trend che negli ultimi mesi si è fatto sempre più marcato. Le restrizioni ambientali, gli incentivi mirati e l’offerta sempre più ampia di modelli elettrificati stanno spingendo i consumatori verso nuove soluzioni.
Le auto elettriche e ibride, invece, continuano a guadagnare spazio. In particolare:
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Crescono le elettriche pure, sostenute da prezzi più competitivi e autonomie migliorate.
Tengono bene le ibride, che rappresentano ancora una soluzione di transizione molto apprezzata.
Il risultato è un riequilibrio netto delle quote di mercato, con il termico che perde centralità mese dopo mese.
Boom BYD, Stellantis si rafforza
Tra i protagonisti di questo inizio d’anno spicca BYD, che continua la sua espansione in Europa con numeri in forte crescita. Il costruttore cinese sta beneficiando di una gamma elettrica ampia e competitiva, capace di intercettare una domanda sempre più orientata verso la mobilità a zero emissioni.
Ottime performance anche per Stellantis, che consolida la propria posizione grazie a un’offerta diversificata e a una strategia mirata sull’elettrificazione. Il gruppo dimostra di saper reagire alla trasformazione del mercato europeo, mantenendo volumi solidi in un contesto complesso.
Il 2026 si apre dunque con uno scenario chiaro: l’era del dominio incontrastato del motore termico è sempre più vicina alla fine, mentre nuovi equilibri industriali stanno ridisegnando la mappa dell’automotive europeo. E i prossimi mesi potrebbero accelerare ulteriormente questa rivoluzione.