Ha una potenza che si avvicina a quelle di una supercar e un prezzo attuale da SUV di fascia medio-bassa. Il motore ha una caratteristica unica
I motori destinati alle moto e quelli progettati per le automobili rispondono a logiche profondamente diverse, le due ruote devono fare i conti con pesi estremamente contenuti, spazi ridotti e una dinamica di guida che privilegia la reattività e l’allungo rispetto alla coppia ai bassi regimi.

Per questo i motori motociclistici hanno cilindrate più contenute, girano a regimi elevatissimi e sono progettati per erogare potenza in alto, spesso oltre i 10.000 giri al minuto. La coppia non è mai abbondante come su un’auto, ma su una moto non è un limite, perché il peso ridotto compensa ampiamente.
I motori automobilistici devono invece muovere masse molto più importanti, garantendo comfort e affidabilità nel lungo periodo e una coppia utilizzabile fin dai bassi regimi. Per questo sono più grandi, più pesanti, girano più lentamente e privilegiano l’erogazione progressiva rispetto alla brutalità dell’allungo.
Ariel Atom V8, la potentissima auto col motore di una moto
Proprio per queste differenze, l’idea di montare un motore da moto su un’auto è sempre stata considerata una follia tecnica, qualcosa di affascinante ma difficilmente gestibile. In alcuni casi molto particolari, questa follia ha preso forma reale, dando vita a vetture che ancora oggi rappresentano degli unicum assoluti, come la Ariel Atom V8.
La Atom V8 nasce portando all’estremo la filosofia del costruttore britannico Ariel, da sempre votato alla leggerezza e alla purezza meccanica. Se le Atom tradizionali, già prive di carrozzeria e comfort superfluo, utilizzano motori automobilistici potenti su telai ultraleggeri, la V8 compie un salto concettuale ulteriore, abbandonando del tutto il mondo dei propulsori da auto per abbracciare quello motociclistico.
Il cuore della Atom V8 è infatti un motore unico nel suo genere. Gli ingegneri inglesi hanno preso due unità quattro cilindri derivate dalla Suzuki Hayabusa e le hanno fuse insieme, creando un V8 compatto, leggerissimo e capace di girare a regimi impensabili per un motore automobilistico tradizionale. Il risultato è un propulsore in grado di superare i 500 cavalli a circa 10.000 giri al minuto, con una risposta all’acceleratore immediata e una progressione che ricorda più una superbike che una supercar.
Il tutto è montato su un telaio che porta il peso complessivo dell’auto a circa 550 kg. Numeri che spiegano da soli le prestazioni, lo 0-100 km/h viene coperto in circa 2,5 secondi, senza l’aiuto di trazione integrale, aerodinamica attiva o sofisticati sistemi elettronici, ma solo meccanica, pura fisica, pura follia ingegneristica.
Alla guida, la Atom V8 è descritta come un’esperienza estrema e totalizzante. Il motore sale di giri con una violenza sconosciuta alla maggior parte delle auto, il sound è un urlo metallico continuo e ogni comando viene trasmesso senza filtri. Non è un’auto pensata per la strada di tutti i giorni, ma un giocattolo da pista capace di mettere in difficoltà anche piloti esperti.
La produzione è stata limitatissima, poco più di 25 esemplari, un dettaglio che oggi rende la Atom V8 un oggetto di culto. Sul mercato dell’usato, quando capita di trovarne una in vendita, le quotazioni si aggirano generalmente tra i 30.000 e i 40.000 euro, cifre sorprendentemente contenute se rapportate all’unicità del progetto e alle prestazioni offerte.





