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Quest’Alfa Romeo ha scritto la storia delle corse: fece un’impresa eccezionale battendo la Mercedes

Nella giornata odierna, torneremo indietro nel tempo per raccontarvi l’epopea di un’Alfa Romeo da sogno, un modello da competizione che vinse il DTM battendo la Mercedes. In pochi l’hanno dimenticata a distanza di anni.

Vi era un tempo, ormai lontano anni luce, in cui le case automobilistiche italiane erano al vertice nelle categorie del motorsport più disparate. Oltre alla Ferrari in F1, la Lancia vinceva a ripetizione nei rally, dominando tra gli anni Settanta ed i primi anni Novanta, ma anche un altro brand era al top grazie a dei veri e propri capolavori ingegneristici. L’Alfa Romeo 155 V6 TI riuscì nell’impresa di vincere il DTM, vale a dire il Deutsche Tourenwagen Masters, il campionato tedesco per le auto da turismo.

Alfa Romeo epopea da record – MotorizzazioneTorino.it

Storicamente dominato in lungo ed in largo dalle case tedesche, nel 1993 il DTM dovette inchinarsi all’Alfa Romeo di Nicola Larini, che vinse il titolo battendo le favoritissime Mercedes. La 155 V6 TI seguiva il regolamento pensato per vetture turismo di Classe 1, pensato per il quadriennio 1993-1996. In totale, la vettura in questione prese parte ad 89 gare, portando a casa la bellezza di 38 vittorie, 19 pole position e 42 giri veloci, oltre al titolo piloti acquisito proprio nell’anno del debutto. Andiamo a ripercorrere la sua storia.

Alfa Romeo, la mitica 155 V6 TI che vinse il DTM con Larini

La squadra corse dell’Alfa Romeo, sotto la guida di Giorgio Pianta, si iscrisse al DTM nel 1993, schierando un vero e proprio mostro come la 155 V6 TI. Dotata di trazione integrale, era spinta da un motore da 420 cavalli, e sfidò la Mercedes 190 DTM che aveva una potenza di 375 cavalli e che puntava sulla trazione posteriore. I piloti scelti dalla divisione motorsport del Biscione erano Nicola Larini e l’ex F1 Alessandro Nannini.

Alfa Romeo 155 V6 TI in mostra (Stellantis) – MotorizzazioneTorino.it

Come già anticipato, Larini dominò nel 1993 ottenendo la bellezza di 11 vittorie su 20, ottenendo anche 3 pole position. Larini si impose in entrambe le tappe sul Nurburgring Nordschleife, riportando così la casa di Arese al successo sull’Inferno Verde per la prima volta dal 1935, quando a farlo era stato Tazio Nuvolari. Il 1994 fu una stagione più complessa, nonostante la superiorità tecnica, a causa di alcuni problemi di affidabilità dovuti all’introduzione dell’elettronica, e fu così che l’Alfa Romeo non riuscì a confermarsi campionessa.

A livello tecnico, la 155 V6 TI era dotata di un telaio tubolare, con struttura a traliccio di tubi di acciaio, dentro al quale, frontalmente, fu piazzato il motore. Il motore derivava dal mitico V6 Busso di 2,5 litri, con potenza di 420 cavalli, aumentati ad oltre 460 tra il 1995 ed il 1996. Il monoblocco e le testate erano di fabbricazione Cosworth, che fu in grado di produrre delle leghe di alluminio microfuso, con ben 24 valvole a richiamo pneumatico, doppia accensione a cilindro e lubrificazione a carter secco. Viene ricordata come una delle auto italiane più iconiche di tutta la storia.

Antonio

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