Il nuovo motore targato Stellantis potrebbe rimettere l’Italia tra i protagonisti del futuro del settore automobilistico
Nel grande riassetto dell’industria automobilistica europea, il gruppo Stellantis si trova a gestire una transizione delicata, fatta di scelte industriali che devono tenere insieme normative, mercato e identità dei marchi. L’elettrico resta un pilastro strategico, ma il “ban” del termico fissato al 2035 si è rivelato un autentico boomerang per i colossi dei motori, con conseguenze drammatiche per l’economia europea che hanno costretto l’UE a rivedere i propri piani. Stellantis in prima fila, ha deciso di rivedere i piani specialmente per il diesel.
Secondo le informazioni che stanno emergendo, Stellantis starebbe lavorando a un nuovo motore a gasolio da 1,6 litri progettato fin dall’inizio per rispettare le future normative Euro 7. Una scelta che risponde a una domanda ancora concreta, soprattutto da parte di flotte aziendali, professionisti e grandi macinatori di chilometri, categorie che continuano a vedere nel diesel una soluzione difficilmente sostituibile nel breve periodo.
Il progetto segna anche un cambio di rotta rispetto al passato recente. In un primo momento il gruppo aveva valutato l’aggiornamento del noto 1.5 BlueHDi di origine francese, con l’idea di mantenerlo in produzione fino alla fine del decennio. I problemi di affidabilità emersi nel tempo, in particolare quelli legati alla catena di distribuzione, avrebbero però convinto i vertici a ripartire da un foglio quasi bianco, puntando su un’unità profondamente rivista.
Il nuovo diesel da 1,6 litri potrebbe rimettere in primo piano i brand italiani di Stellantis. Il nuovo motore dovrebbe infatti derivare dall’architettura dei più recenti Multijet, una famiglia di motori storicamente sviluppata in Italia con Fiat, Alfa Romeo e Lancia, e diventata nel tempo uno dei riferimenti mondiali per efficienza e durata.
La vera novità, però, non riguarda soltanto l’adeguamento alle emissioni. Stellantis starebbe lavorando per trasformare questo nuovo 1.6 in un diesel ibrido, abbinandolo alla trasmissione eDCT6 già utilizzata sulle ibride a benzina di marchi come Peugeot. Una soluzione che consentirebbe di ridurre ulteriormente consumi ed emissioni, mantenendo al tempo stesso i punti di forza del gasolio, come coppia elevata e autonomia estesa.
Il nuovo motore potrebbe diventare centrale per diversi modelli a forte impronta italiana. Tra i progetti più citati ci sono la futura Lancia Gamma, chiamata a rilanciare il marchio in un segmento premium razionale, e la prossima generazione di DS 7, ma non è escluso che soluzioni simili possano trovare spazio anche su modelli Alfa Romeo destinati a mercati extraeuropei, dove il diesel resta particolarmente apprezzato.
La presentazione ufficiale della strategia potrebbe arrivare il 21 maggio, durante un evento industriale che Stellantis terrà negli Stati Uniti, nel corso del quale il CEO Antonio Filosa illustrerà le linee guida future del gruppo. In quell’occasione potrebbero emergere dettagli più concreti su tempistiche, applicazioni e mercati di riferimento.