Il CEO di BMW, Oliver Zipse, ha intrapreso una visita istituzionale in Cina affiancando il cancelliere tedesco Friedrich Merz in un momento di delicatezza nei rapporti economici globali. Il messaggio principale dell’amministratore delegato è chiaro: voltare le spalle alla Cina significherebbe compromettere le prospettive dell’industria automobilistica europea. La Cina rappresenta non solo il più grande mercato globale per volumi di vendita, ma anche un centro di innovazione fondamentale per nuove tecnologie legate alla mobilità. Restare attivi e collaborativi con il mercato cinese è secondo Zipse decisivo per competitività e crescita industriale a livello mondiale.
In un contesto segnato da tensioni commerciali e barriere negli scambi, la partecipazione di BMW e di altri grandi costruttori europei alla diplomazia economica con Pechino indica quanto il settore auto sia al centro del dialogo bilaterale tra Europa e Cina.
Cooperazione tecnologica e sfide competitive
Zipse ha sottolineato che la cooperazione non riguarda solo le vendite ma anche la competizione tecnologica, in particolare nell’ambito dell’auto elettrica, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di guida avanzata. La trasformazione verso le motorizzazioni elettriche e digitalizzate richiede un confronto costante con i partner cinesi, che stanno spingendo in modo aggressivo su questi fronti. Per BMW, collaborare con la Cina significa accedere a tecnologie d’avanguardia e rafforzare il proprio ruolo nei mercati globali, affrontando pressioni competitive nate dalla rapida crescita dei marchi locali e dagli incentivi pubblici in Cina.
Restare protagonista in questo enorme mercato può fare la differenza non solo per i volumi di vendita, ma anche per lo sviluppo di tecnologie che definiscono il futuro della mobilità. Nel messaggio di Zipse emerge la visione di una cooperazione industriale globale, basata sull’apertura e sull’innovazione condivisa, come elemento chiave per il futuro dell’automotive.