Il nuovo motore ibrido lanciato dal colosso ha l’obiettivo di prendersi il meglio delle configurazioni elettriche e termiche
Nel dibattito sulla transizione energetica dell’automotive si tende spesso a semplificare il quadro, contrapponendo motore termico ed elettrico come se fossero due mondi destinati a non incontrarsi più. L’industria automobilistica invece continua a lavorare anche sull’evoluzione dei propulsori a combustione, cercando di ridurne in modo significativo consumi ed emissioni, soprattutto in vista delle normative europee che si estendono oltre il 2035.

Il nuovo progetto di Horse Powertrain, la società nata dalla collaborazione tra Renault e Geely, amplia ora la propria attività con una partnership industriale con Repsol, con l’obiettivo è sviluppare un propulsore ibrido di nuova generazione alimentato al 100% da benzina rinnovabile, puntando a un miglioramento sostanziale dell’efficienza.
Le caratteristiche del nuovo motore di Horse Powertrain
Il cuore del progetto è l’H12 Concept, evoluzione della famiglia HR12, progettato per massimizzare il rendimento energetico e abbattere in modo netto consumi ed emissioni. Secondo i dati dichiarati, questo motore può raggiungere un’efficienza termica di picco del 44,2%, un valore molto elevato per un’unità a benzina destinata a un sistema ibrido, mentre molti motori tradizionali si attestano su valori inferiori, spesso intorno al 35-38%.
Sul fronte dei consumi, Horse dichiara un taglio del 40% rispetto alla media delle nuove auto immatricolate in Europa. Nei test WLTP il dato scende sotto i 3,3 litri ogni 100 chilometri, un risultato che, se confermato su veicoli di serie, porterebbe il motore su livelli molto competitivi nel segmento delle compatte e delle medie ibride.
L’H12 Concept introduce anche diverse soluzioni mirate. Il rapporto di compressione sale a 17:1, un valore elevato che contribuisce a migliorare il rendimento termodinamico, mentre il sistema EGR è di nuova generazione, il turbocompressore è stato ottimizzato e l’accensione utilizza un sistema ad alta energia. A questo si aggiunge un cambio ibrido con gestione energetica evoluta e una riduzione significativa degli attriti interni, resa possibile anche grazie a lubrificanti specifici sviluppati da Repsol.
L’utilizzo di benzina rinnovabile rappresenta un altro tassello chiave del progetto, con l’obiettivo di ridurre l’impronta complessiva di CO2 lungo l’intero ciclo di vita. Secondo le stime diffuse dall’azienda, il nuovo sistema potrebbe consentire una riduzione di circa 1,77 tonnellate di CO2 su un’auto di medie dimensioni che percorre 12.500 chilometri all’anno.
I primi prototipi sono già stati validati tra Valladolid e Madrid, e un veicolo dimostrativo è atteso nel corso dell’anno. La partita, almeno nel medio termine, si giocherà su più fronti, e l’evoluzione dei motori termici potrebbe rivelarsi ancora un elemento chiave nel percorso verso una mobilità a minore impatto ambientale.





