Meglio un motore a 3 cilindri o a 4? La risposta definitiva sulla scelta migliore

I motori a tre e quattro cilindri sono i più utilizzati per le auto tradizionali, dalle utilitarie ai SUV. Pregi e difetti di ognuno

Gli italiani alle prese con l’acquisto della nuova auto spesso si concentrano su allestimenti, tecnologia di bordo, dimensioni del bagagliaio o consumi dichiarati, mentre prestano molto meno attenzione al motore, che invece incide in modo diretto sul carattere dell’auto, sui costi di gestione e perfino sul comfort di marcia. Una delle domande più frequenti, soprattutto nel segmento delle compatte e dei SUV di fascia media, riguarda la differenza tra un tre cilindri e un quattro cilindri.

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Meglio un motore a 3 cilindri o a 4? La risposta definitiva sulla scelta migliore (Motorizzazionetorino.it)

Negli ultimi anni il motore a tre cilindri si è diffuso in modo capillare, complice il downsizing e le normative sempre più severe sulle emissioni. Ridurre cilindrata e attriti interni, abbinando spesso un turbocompressore, permette di ottenere potenze interessanti con consumi contenuti e valori di CO2 più bassi. Un tre cilindri moderno da 1.0 o 1.2 litri può erogare tranquillamente tra 100 e 130 cavalli, numeri più che adeguati per l’uso quotidiano.

Motore a tre cilindri o 4, le differenze maggiori

Il vantaggio principale del tre cilindri è l’efficienza, meno componenti in movimento significano minori attriti meccanici e, in linea teorica, costi produttivi più bassi. Il peso inferiore sull’avantreno può inoltre migliorare leggermente l’agilità nelle auto compatte, e nei percorsi urbani e misti, dove si sfrutta spesso la coppia ai bassi regimi offerta dal turbo, un buon tre cilindri si dimostra brillante e parco nei consumi, con percorrenze che possono superare i 18 o 20 chilometri con un litro in condizioni reali.

Di contro, l’architettura a tre cilindri comporta un equilibrio intrinseco meno naturale rispetto al quattro cilindri. Anche se i moderni contralberi di bilanciamento hanno ridotto molto vibrazioni e rumorosità, resta una diversa sonorità e una maggiore percezione meccanica, soprattutto a freddo o sotto forte accelerazione. Nulla di problematico, ma chi è abituato a motori più “rotondi” potrebbe notare la differenza.

Il motore a quattro cilindri è storicamente l’architettura più diffusa nel mondo automotive e offre un funzionamento più regolare grazie alla migliore equilibratura delle masse. A parità di cilindrata, un quattro cilindri tende a essere più fluido nell’erogazione e meno affaticato quando si viaggia a pieno carico o in autostrada a velocità sostenuta.

Nei segmenti superiori, o per chi percorre molti chilometri extraurbani, il quattro cilindri può risultare più adatto proprio per questa maggiore elasticità e per una sensazione di robustezza complessiva. Un 1.5 o 2.0 quattro cilindri, anche in versione mild hybrid, garantisce spesso una coppia più consistente ai medi regimi e una migliore capacità di affrontare salite, traino o viaggi a pieno carico senza dover “tirare” il motore.

Naturalmente esiste anche il tema dei consumi. In condizioni reali, la differenza tra un tre cilindri turbo moderno e un quattro cilindri di pari potenza non è sempre abissale. Se si guida bene o si percorrono spesso tratti autostradali, il vantaggio teorico del tre cilindri può ridursi. Viceversa, in città e nei percorsi brevi, il motore più piccolo tende a essere leggermente più efficiente.

Quale scegliere, dunque? Dipende dalle esigenze. Per chi utilizza l’auto prevalentemente in ambito urbano, percorre meno di 15.000 chilometri l’anno e cerca consumi contenuti e costi iniziali più bassi, un tre cilindri moderno rappresenta una scelta razionale e adeguata. Per chi invece viaggia molto, affronta spesso autostrade o strade di montagna, oppure desidera una maggiore fluidità e silenziosità complessiva, il quattro cilindri resta una soluzione più appagante e versatile.

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