Scopri quanto cambia davvero l’autonomia delle auto elettriche con il passare degli anni e dei chilometri, sulla base di casi reali e utilizzo quotidiano.
Uno dei dubbi più diffusi tra chi valuta l’acquisto di un’auto elettrica riguarda la durata della batteria e la perdita di autonomia nel lungo periodo. L’idea che le batterie si degradino rapidamente è ancora molto radicata, ma l’esperienza reale degli automobilisti racconta uno scenario decisamente più rassicurante.

Le analisi su veicoli elettrici con chilometraggi molto elevati mostrano che la perdita di autonomia è generalmente graduale e contenuta, soprattutto sui modelli più recenti. Grazie ai progressi nella chimica delle batterie e nei sistemi di gestione, le auto elettriche moderne riescono a mantenere gran parte della capacità originale anche dopo anni di utilizzo intensivo.
In molti casi, dopo oltre 200.000 chilometri percorsi, la riduzione dell’autonomia si attesta su percentuali che non compromettono l’uso quotidiano dell’auto, rendendola ancora perfettamente adatta a viaggi e spostamenti abituali.
Cosa significa davvero per chi guida ogni giorno
Nella pratica, questo significa che la cosiddetta “ansia da autonomia” è spesso ingiustificata. Anche con il passare del tempo, la maggior parte dei proprietari continua a utilizzare la propria auto elettrica senza cambiamenti drastici nelle abitudini di guida o nella pianificazione delle ricariche.

Un altro aspetto importante riguarda la sostituzione della batteria, che risulta essere un evento raro. Solo una minima percentuale di veicoli ha avuto bisogno di un intervento di questo tipo, soprattutto considerando le auto elettriche di ultima generazione.
In conclusione, chi sceglie un’auto elettrica oggi può contare su una tecnologia matura e affidabile: le batterie durano più di quanto si pensi e l’autonomia non crolla con l’aumentare dei chilometri. Un elemento chiave che rende l’elettrico sempre più credibile anche per chi percorre molti chilometri ogni anno.





