Il 2025 si chiude con numeri pesantissimi per Ford: una perdita da 8,2 miliardi di dollari che riporta la casa americana ai livelli della grande crisi finanziaria. Tra elettrico in difficoltà, costi straordinari e scelte strategiche da rivedere, il colosso di Dearborn è ora chiamato a una profonda riorganizzazione per tornare competitivo nei prossimi anni.
Ford ha archiviato il 2025 con una perdita netta di 8,2 miliardi di dollari, segnando il peggior risultato finanziario dal periodo della grande recessione del 2008. Un dato che colpisce ancora di più se confrontato con i ricavi complessivi, che si attestano intorno ai 187 miliardi di dollari, in crescita rispetto all’anno precedente.

Un paradosso apparente: fatturato solido, ma conti in profondo rosso. Dietro questo risultato si nasconde una combinazione di scelte industriali, investimenti pesanti e fattori esterni che hanno messo sotto pressione i margini del gruppo.
Le cause della perdita record nel 2025
Il nodo principale riguarda il settore dell’auto elettrica, su cui Ford ha puntato con decisione negli ultimi anni. Tuttavia, la divisione dedicata ai veicoli a batteria ha registrato perdite miliardarie, complice una domanda inferiore alle attese e costi di sviluppo molto elevati.
Uno degli elementi più pesanti nei conti è rappresentato dagli oneri straordinari e dalle svalutazioni legate alla revisione dei piani industriali. La casa americana ha deciso di ridimensionare o cancellare alcuni progetti EV particolarmente ambiziosi, tra cui un SUV elettrico a tre file e versioni evolute di pick-up a batteria. Queste scelte hanno generato svalutazioni per decine di miliardi, incidendo in modo decisivo sul bilancio finale.
A complicare ulteriormente la situazione si sono aggiunti fattori esterni: pressioni sui costi, dazi commerciali e problemi nella catena di fornitura, inclusi incidenti che hanno rallentato la produzione di componenti chiave. Tutto questo ha contribuito a erodere la redditività del gruppo in un anno già delicato per l’intero settore automotive.
La strategia per il rilancio e le prospettive future
Nonostante il risultato negativo, Ford non intende fare marcia indietro sull’innovazione, ma punta a ricalibrare la propria strategia per tornare alla redditività nel medio termine.
Da un lato, l’azienda continua a fare leva sulle sue attività più solide, come i veicoli commerciali e i modelli tradizionali a combustione, che restano altamente redditizi e rappresentano una base finanziaria importante. Dall’altro, il piano sull’elettrico viene rivisto con maggiore attenzione ai costi e alla sostenibilità industriale.
L’obiettivo dichiarato è rendere i futuri modelli elettrici più accessibili e competitivi, attraverso una razionalizzazione delle piattaforme, una migliore gestione delle forniture e possibili partnership tecnologiche. Ford punta a tornare a un utile operativo significativo già dal 2026, con un miglioramento progressivo dei margini entro la fine del decennio.
Il 2025 resterà quindi un anno simbolo di difficoltà e transizione per il marchio americano: una fase complessa, ma potenzialmente decisiva per ridefinire il futuro di uno dei costruttori più iconici al mondo.





