La situazione in casa Ferrari è in continua evoluzione, e la decisione del management potrebbe rendere il 2026 un anno strepitoso
Nel 2026, l’attenzione mediatica per Ferrari sarà inevitabilmente concentrata sulla nuova monoposto di Formula 1, la SF-26, con cui Hamilton e Leclerc dovranno provare a rifarsi dopo la stagione horror” 2025, ma intanto a Maranello si prepara un calendario di prodotti che raramente si era visto con questa intensità all’interno di un singolo anno solare
Nel corso dell’ultima presentazione dei risultati finanziari, Ferrari ha confermato l’arrivo di cinque nuovi modelli nell’arco dell’anno. Un numero importante, soprattutto per un costruttore che fa della selettività produttiva e del controllo dei volumi una delle proprie leve strategiche.
La novità più attesa è senza dubbio la Ferrari Luce, nome che circola ormai con insistenza e che dovrebbe identificare la prima Ferrari completamente elettrica di serie. Nei mesi scorsi è stata mostrata in anteprima la plancia, un dettaglio che ha confermato l’avanzamento del progetto e l’intenzione di mantenere un’impostazione fortemente orientata al guidatore anche in assenza del motore termico.
Per Maranello si tratta di un cambio di paradigma inevitabile. Dopo aver introdotto soluzioni ibride ad alte prestazioni come la Ferrari 296 GTB, con V6 plug-in capace di coniugare potenza elevata ed elettrificazione, e dopo aver aperto un nuovo capitolo commerciale con il SUV Ferrari Purosangue, l’approdo all’elettrico puro rappresenta il passo successivo. La sfida più importante sarà convincere con una Ferrari senza V8 o V12 un pubblico abituato a considerare il sound parte integrante dell’esperienza.
Accanto alla Luce, gli altri quattro modelli attesi dovrebbero in parte derivare da evoluzioni della gamma esistente. Tra le ipotesi più accreditate c’è una versione scoperta della Ferrari Amalfi, modello che andrebbe a rafforzare l’offerta nel segmento delle granturismo a motore anteriore, un’area che per Ferrari continua a rappresentare una quota significativa delle consegne.
Non mancano poi le indiscrezioni su declinazioni più estreme della Ferrari 12Cilindri, in linea con la tradizione delle Serie Speciali. Versioni alleggerite, potenziate o ulteriormente affinate dal punto di vista aerodinamico, destinate a una clientela selezionata e spesso già proprietaria di più esemplari del marchio. È una strategia consolidata, che consente di mantenere alta la marginalità e di valorizzare piattaforme già ammortizzate dal punto di vista industriale.
Un altro fronte possibile riguarda proprio la Purosangue. L’attuale V12 aspirato rappresenta una scelta coerente con il posizionamento alto del modello, ma non è escluso che in futuro possa affiancarsi un’unità V8, magari ibridizzata, capace di ampliare la platea senza snaturare l’immagine del SUV di Maranello.