La leggendaria Méhari torna sulle strade italiane in una veste completamente nuova ma fedele alla sua anima originaria. La eStory Méhari rappresenta una reinterpretazione moderna e sostenibile della storica spiaggina, unendo design iconico, semplicità costruttiva e mobilità elettrica.
Pensata per chi ama distinguersi e vivere l’auto come esperienza, mantiene quello spirito libero e anticonformista che l’ha resa celebre fin dagli anni Sessanta.
Omologata come quadriciclo pesante L7e, la nuova Méhari elettrica può essere guidata anche dai 16 anni con patente B1, una caratteristica che la rende perfetta per località turistiche, contesti urbani e utilizzi ricreativi, oltre che per un pubblico giovane attento alla sostenibilità.
Tre anime diverse e fino a 315 km di autonomia
La eStory Méhari è disponibile in tre versioni, pensate per esigenze differenti ma accomunate dallo stesso DNA:
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Classic, con trazione anteriore, ideale per l’uso quotidiano e il tempo libero.
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4×4, dotata di doppio motore elettrico e trazione integrale, pensata per chi vuole affrontare sterrati e percorsi più impegnativi.
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Pick-up, a due posti con cassone posteriore, capace di trasportare carichi leggeri e adatta anche a piccoli impieghi professionali.
Il sistema di propulsione prevede un motore elettrico da 11,1 kW e due tagli di batteria, 15 o 25 kWh, che permettono di raggiungere un’autonomia massima dichiarata di 315 km. Le modalità di guida selezionabili consentono di adattare il comportamento del veicolo a diversi contesti, dalla città ai percorsi extraurbani.
Dal punto di vista tecnico, spiccano il telaio in alluminio, le batterie al litio ferro fosfato e la carrozzeria in plastica colorata in massa, resistente e facile da mantenere. Gli interni utilizzano materiali nautici, lavabili e resistenti ai raggi UV, a conferma della vocazione outdoor del modello. È inoltre prevista una futura versione Bespoke, completamente personalizzabile.
Il legame con Giancarlo Siani e un simbolo di libertà
La Méhari non è solo un’auto: per molti rappresenta un simbolo di libertà, indipendenza e coraggio. Un significato che si intreccia anche con la memoria di Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, che proprio una Méhari utilizzava per il suo lavoro quotidiano.
Quell’auto semplice e senza fronzoli è diventata negli anni un’icona della sua determinazione e del suo modo libero di fare informazione. Il ritorno della Méhari, oggi in chiave elettrica, riporta alla luce anche questo valore simbolico: un mezzo che racconta non solo mobilità e stile, ma anche impegno civile, libertà di pensiero e memoria.