Stellantis, Urso punta il dito su Tavares e la Ue: arriva l’attacco frontale

Il ministro Urso scatena il dibattito politico-industriale attorno a Stellantis, Tavares e il futuro dell’auto in Europa.

Il clima politico e industriale italiano si infiamma attorno alla crisi di Stellantis, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che nei giorni scorsi ha attribuito parte dei problemi dell’azienda alla gestione dell’ex CEO Carlos Tavares e alle rigide regole europee sul futuro delle auto elettriche e a combustione.

Stellantis, Urso punta il dito su Tavares e la Ue: arriva l'attacco frontale
Urso parla di Stellantis (ANSA) – Motorizzazionetorino.it

Urso ha sostenuto durante un intervento parlamentare che gli obiettivi europei sull’elettrificazione — come lo stop alle vendite di auto a benzina e diesel entro il 2035 — hanno imposto una transizione troppo rapida e costosa, penalizzando il gruppo e l’industria nazionale. Secondo il ministro la svolta imposta dal Green Deal e la strategia adottata sotto Tavares avrebbero portato a perdite significative e difficoltà competitive per Stellantis.

Nella stessa occasione Urso ha ribadito la necessità di maggiore neutralità tecnologica e flessibilità normativa per lasciare spazio anche a veicoli ibridi e a motori termici avanzati, oltre che a sostenere le produzioni europee e italiane nel contesto di una regolamentazione Ue che sta cambiando rapidamente.

Verso un nuovo piano industriale e confronto con Bruxelles

Sul fronte aziendale, Stellantis ha annunciato una “reimpostazione del business” per adattare la propria offerta alle reali preferenze dei clienti — con attenzione sia verso i veicoli elettrici sia quelli a combustione e ibridi — e sta preparando un nuovo piano industriale che verrà presentato ufficialmente il 21 maggio. È un passo importante per definire la direzione futura del gruppo, che recentemente ha subito un reset strategico dopo anni di forti investimenti nell’elettrico.

La tensione tra governo italiano, Stellantis e istituzioni europee evidenzia una più ampia discussione sul ruolo dell’industria automobilistica nel Vecchio Continente, fra aspettative di decarbonizzazione, competitività globale e tutela delle catene produttive. Mentre Urso invoca una revisione delle norme entro il 2035, il confronto resta aperto su come conciliare transizione verde e sostenibilità economica per uno dei principali gruppi automotive europei.

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