Il diesel non è morto, il colosso tedesco lo rilancia: il nuovo modello della svolta

Il motore diesel è pronto a ritagliarsi il suo spazio anche nei prossimi anni, con il colosso tedesco pronto a rilanciarlo

Simbolo degli anni 2000, il motore diesel è stato il punto di riferimento degli automobilisti europei soprattutto nel segmento delle compatte. Consumi ridotti, coppia generosa, autonomia elevata e costi chilometrici contenuti lo hanno reso una scelta quasi obbligata per chi macinava chilometri ogni giorno.

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Il diesel non è morto, il colosso tedesco lo rilancia: il nuovo modello della svolta (Motorizzazionetorino.it)

Poi sono arrivate le normative sempre più severe, le polemiche sulle emissioni e un progressivo irrigidimento delle regole, culminato con l’Euro 7, che ha cambiato profondamente il quadro tecnico ed economico, con il diesel che oggi vive una fase di ridefinizione, sospeso tra l’esigenza di abbattere le emissioni e la necessità di restare competitivo.

La nuova Volkswagen Golf , storico modello disegnato per la prima volta da Giorgetto Giugiaro, si prepara a vivere una fase di transizione senza precedenti, e sarà l’ultima generazione con motori termici tradizionali e, allo stesso tempo, la prima a nascere anche in una configurazione completamente elettrica nel nuovo corso tecnologico del marchio.

Secondo quanto riportato dagli inglesi di Car Magazine, il debutto dell’ultimo modello potrebbe non essere immediato. La nuova Golf potrebbe arrivare intorno al 2030 o addirittura nel 2031, anche perché la piattaforma su cui sarà basata, la Scalable Systems Platform, non è ancora pronta per la produzione in serie. Si tratta di un’architettura pensata per sostenere l’elettrificazione su larga scala, ma anche per garantire flessibilità alle versioni ibride e termiche che accompagneranno la transizione.

La versione elettrica potrebbe tornare a chiamarsi semplicemente Golf, senza il prefisso ID. che finora ha contraddistinto le BEV di Wolfsburg. La casa ha già fatto sapere di voler superare quella denominazione, anche se nel settore automotive le strategie cambiano rapidamente e nulla può essere considerato definitivo.

A livello stilistico, i rendering pubblicati da Car Magazine anticipano una Golf ispirata alle concept ID.1 e ID.2, sviluppate sotto la direzione di Andreas Mindt. Il principio guida sarebbe quello del “less is more”, una filosofia che punta a linee pulite e proporzioni equilibrate, evitando barre luminose troppo invasive o richiami rétro. Spazio invece a gruppi ottici dalle forme oblunghe, superfici tese, passaruota svasati ed elementi aerodinamici integrati con maggiore naturalezza nella carrozzeria, oltre a un’ampia scelta di cerchi in lega che differenzieranno le varie versioni.

Accanto all’elettrica, resteranno le versioni sportive tradizionali. La Golf GTI termica potrebbe adottare due motorizzazioni plug-in hybrid da 222 e 296 cavalli, combinando il quattro cilindri con un’unità elettrica ricaricabile alla spina. La Golf R, invece, potrebbe spingersi fino a 370 cavalli, superando i 333 attuali erogati dal 2.0 litri turbo a trazione integrale. Non è ancora chiaro se la futura R elettrica manterrà un sistema di trazione su tutte le ruote, ma è probabile che Volkswagen voglia preservare quel tratto distintivo anche nella transizione verso la batteria.

La nuova Golf continuerà anche a proporre motorizzazioni a gasolio aggiornate agli standard Euro 7. Sarebbe una scelta coerente con la domanda ancora presente in alcuni mercati europei, soprattutto per flotte e grandi percorrenze. Le versioni più “accessibili” potrebbero invece puntare su un quattro cilindri 1.5 mild hybrid da 134 e 168 cavalli, con una riduzione dei consumi stimata intorno al 15% rispetto alle attuali unità.

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