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Fallimento terribile di Elon Musk: tutte decisioni sbagliate, Tesla coinvolta

Elon Musk questa volta ha fatto cilecca, compromettendo Tesla a causa di una sua scelta sbagliatissima

Sul full self driving Elon Musk ha giocato una delle sue partite più ambiziose. Con il software sviluppato da Tesla, il CEO oltre a rafforzare l’ecosistema interno del marchio puntava a trasformare il sistema di guida autonoma in un prodotto da vendere ai concorrenti, un po’ come un fornitore tecnologico globale capace di monetizzare anni di sviluppo e miliardi di chilometri di dati raccolti su strada. Il problema è che il mercato non ha risposto come previsto.

Fallimento terribile di Elon Musk: tutte decisioni sbagliate, Tesla coinvolta (ANSA Foto – Motorizzazionetorino.it)

Sono anni che Tesla lavora al Full Self Driving, un sistema che, pur essendo legalmente classificato come assistenza avanzata alla guida con obbligo di supervisione umana, nelle intenzioni dell’azienda dovrebbe aprire la strada ai livelli 4 e 5 di autonomia. Musk, a partire dal 2023, ha più volte dichiarato di voler concedere in licenza la tecnologia ad altri costruttori. Nel 2024 era stata persino annunciata una trattativa avanzata con un grande gruppo automobilistico, senza che però si arrivasse a un accordo concreto, e purtroppo oggi lo stesso Musk ammette che le conversazioni con terze parti sono ridotte al minimo.

Il fallimento di Elon Musk

Il motivo del flop è sia strutturale che commerciale, Tesla ha sempre impostato il proprio sistema partendo da un presupposto chiaro, il conducente resta responsabile di ciò che accade anche con il Full Self Driving attivo. Una filosofia che cozza con quella di alcuni costruttori tradizionali. Mercedes-Benz, ad esempio, con il sistema Drive Pilot di livello 3 ha scelto di assumersi direttamente la responsabilità legale in determinate condizioni operative.

A questo si aggiunge il metodo di sviluppo adottato da Tesla, che utilizza i propri clienti come validatori continui del software, rilasciando versioni beta del sistema a utenti paganti. Dal punto di vista tecnologico è un acceleratore formidabile, perché consente di raccogliere dati in quantità enorme e in condizioni reali, ma dal punto di vista industriale e reputazionale, però, molti costruttori lo considerano un rischio che non sono disposti a correre. Affidare il cuore della propria offerta tecnologica a un sistema sviluppato da terzi, per di più al centro di controversie legali legate alla sicurezza, significherebbe esporsi in prima persona a eventuali problemi.

Non ha aiutato nemmeno la recente decisione di trasformare il Full Self Driving in un servizio in abbonamento, attivo dal 14 febbraio 2026, abbandonando la formula dell’optional acquistabile una tantum. Una scelta coerente con la logica dei ricavi ricorrenti tipica delle aziende software, ma che complica ulteriormente un’eventuale integrazione del sistema nei listini di altri marchi, abituati a modelli di pricing differenti.

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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