La maxi operazione di Ferrari ha sorpreso i tanti appassionati, che non si aspettavano un acquisto di questa portata da parte dei vertici di Maranello
Ferrari, con le sue auto lussuose e gli storici successi in Formula 1 con Michael Schumacher e i tanti campioni passati a Maranello, è il marchio per eccellenza del Made in Italy, un unicum nel panorama mondiale che rende il marchio uno status symbol del successo. Accanto alla dimensione industriale e sportiva però, dietro ai successi del marchio c’è un altro livello altrettanto strategico, meno visibile ma decisivo, che riguarda il modo in cui l’azienda gestisce il marchio dal punto di vista finanziario.

Scelte finanziarie misurate, di segnali inviati al mercato e di una visione di lungo periodo che accompagna, senza sovrapporsi, lo sviluppo del prodotto. Nello scorso mese il consiglio d’amministrazione della Ferrari ha approvato una mossa finanziaria enorme, tra il 25 e il 30 gennaio 2026.
La mossa finanziaria di Ferrari
Ferrari ha acquistato su Euronext Milan un totale di 54.500 azioni ordinarie, a un prezzo medio unitario di 282,1015 euro, per un controvalore complessivo di 15.374.530,30 euro. Operazioni che rientrano nella Prima Tranche del programma di buyback da 250 milioni di euro, parte di un piano pluriennale ben più ampio, pari a circa 3,5 miliardi di euro, che il gruppo intende portare avanti entro il 2030.

Se si allarga lo sguardo all’intero periodo coperto dalla Prima Tranche, dall’avvio fino al 30 gennaio 2026, emerge un quadro più completo. Ferrari ha investito complessivamente 57.632.872,74 euro per riacquistare 193.200 azioni ordinarie sul mercato Euronext Milan. A questi numeri si aggiungono gli acquisti effettuati anche sul NYSE, che portano allo stesso totale di azioni riacquistate e allo stesso controvalore economico nello stesso arco temporale, a partire dal 5 gennaio 2026, data di avvio formale del programma pluriennale.
Il dato forse più rilevante, dal punto di vista della struttura del capitale, riguarda il numero complessivo di azioni proprie detenute dalla società. Al 30 gennaio 2026 Ferrari possedeva 16.837.806 azioni ordinarie, pari al 9,14% del capitale sociale. Una quota significativa, che racconta molto dell’approccio del Cavallino Rampante alla gestione delle risorse finanziarie e al rapporto con il mercato.
Il buyback, per un gruppo come Ferrari, oltre ad essere un’operazione tattica ha anche altri obiettivi: sostenere il valore del titolo, ottimizzare la struttura del capitale e, soprattutto, restituire valore agli azionisti senza compromettere la capacità di investimento industriale.
Non è un caso che il programma sia stato concepito su base pluriennale, con un orizzonte che arriva fino al 2030. Ferrari continua infatti a investire in modo consistente su sviluppo prodotto, tecnologie ibride ed elettriche, innovazione dei processi produttivi e ampliamento controllato della gamma.





