Il colosso italo-franco-americano affronta una crisi profonda e rivede la sua strategia di elettrificazione, puntando su mercati e tecnologie alternative.
Stellantis sta attraversando una fase complessa, segnata da risultati finanziari deludenti e da pesanti oneri straordinari che hanno inciso in modo rilevante su utili e prospettive future. In questo scenario, il gruppo ha iniziato a mettere in discussione la strategia di forte spinta verso l’auto elettrica, riconoscendo che il mercato non ha risposto come previsto.

Gli investimenti in ricerca e sviluppo legati all’elettrificazione sono stati ridimensionati e la dirigenza ha ammesso che puntare tutto sulle auto a batteria potrebbe aver allontanato l’azienda dalle reali esigenze dei clienti, in particolare in mercati chiave come quello nordamericano. L’obiettivo ora è ritrovare equilibrio e competitività, rivedendo le priorità industriali.
L’elettrico non convince e il mercato frena
Alla base di questa revisione strategica c’è la constatazione che la transizione verso il 100% elettrico procede più lentamente del previsto. Le infrastrutture non sono ancora adeguate ovunque e molti consumatori continuano a preferire soluzioni più flessibili. Per questo Stellantis sta valutando un approccio più pragmatico, che includa motori termici evoluti e tecnologie ibride, ritenute più adatte all’attuale fase del mercato.
La casa automobilistica non abbandona l’elettrico, ma intende svilupparlo seguendo la domanda reale, evitando forzature e obiettivi considerati oggi poco sostenibili. Una scelta che potrebbe segnare un cambio di passo importante per il futuro del gruppo e dei suoi numerosi marchi.





