Il decreto del Ministero delle Infrastrutture potrebbe spegnere migliaia di dispositivi di controllo della velocità, non solo autovelox ma anche i sistemi Tutor che monitorano la velocità media sulle autostrade italiane.
La situazione dei controlli elettronici della velocità in Italia è in profonda evoluzione. Un nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti potrebbe portare allo spegnimento di migliaia di dispositivi utilizzati per il rilevamento della velocità sulle strade italiane. Su circa 11.000 strumenti presenti sul territorio, solo una parte ridotta risulterebbe conforme ai nuovi criteri di omologazione, con il rischio concreto di un blocco generalizzato.
Il cambiamento non riguarda esclusivamente i classici autovelox, ma coinvolge anche i sistemi Tutor, impiegati soprattutto sulle autostrade per calcolare la velocità media dei veicoli. Le nuove regole metterebbero fuori gioco molti dispositivi approvati tra il 2004 e il 2017, che non risponderebbero più agli standard richiesti, rendendo necessarie nuove procedure di omologazione prima di poter essere riattivati.
I Tutor sono considerati uno degli strumenti più efficaci per il controllo della velocità, perché monitorano il comportamento degli automobilisti su tratti di strada più lunghi, scoraggiando accelerazioni improvvise e guida pericolosa. Nel corso degli anni, questi sistemi hanno contribuito a una riduzione degli incidenti e delle vittime, migliorando la sicurezza complessiva della rete autostradale.
Con l’eventuale entrata in vigore del decreto, però, numerosi tratti autostradali potrebbero rimanere privi di controlli elettronici attivi, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza stradale. Alcune delle principali autostrade italiane rientrerebbero tra quelle più esposte al rischio di spegnimento dei Tutor.
A questo si aggiunge il possibile aumento dei contenziosi legali: l’utilizzo di dispositivi non conformi potrebbe infatti aprire la strada a ricorsi e annullamenti delle sanzioni, con conseguenze economiche per enti locali e gestori delle infrastrutture.
Il tema, quindi, va ben oltre le multe: in gioco ci sono la sicurezza degli automobilisti, la legittimità dei controlli e l’equilibrio tra prevenzione e rispetto delle regole. Una questione destinata a far discutere ancora a lungo.