Un problema di sicurezza che riguarda milioni di automobilisti italiani: gli airbag difettosi Takata tornano al centro dell’attenzione e scatta la richiesta di stop per numerosi veicoli. Ecco cosa sta succedendo e cosa devono fare i proprietari.
Il caso degli airbag Takata continua a far discutere e a preoccupare. In Italia sarebbero fino a 16 milioni le auto potenzialmente coinvolte, equipaggiate con dispositivi che, in caso di incidente, potrebbero trasformarsi in un grave pericolo invece che in una protezione.
Il rischio non è teorico: questi airbag, già responsabili di incidenti mortali in diversi Paesi, possono esplodere in modo anomalo, proiettando frammenti metallici all’interno dell’abitacolo.
Il difetto riguarda il meccanismo di gonfiaggio dell’airbag, che utilizza un propellente chimico instabile. Con il tempo, soprattutto in presenza di calore e umidità, il sistema può deteriorarsi e causare un’esplosione incontrollata.
In caso di attivazione:
l’airbag può aprirsi con una forza eccessiva
frammenti metallici possono colpire conducente e passeggeri
il rischio di lesioni gravi o mortali aumenta drasticamente
Per questo motivo, la situazione viene considerata un’emergenza per la sicurezza stradale.
Di fronte a numeri così elevati, è stata avanzata la richiesta di fermare immediatamente le auto coinvolte, almeno fino alla sostituzione dell’airbag difettoso. L’invito agli automobilisti è chiaro: verificare subito se il proprio veicolo rientra tra quelli a rischio.
Chi possiede un’auto interessata dovrebbe:
controllare eventuali richiami ufficiali del costruttore
contattare la rete di assistenza autorizzata
evitare di utilizzare il veicolo se indicato come ad alto rischio
La sostituzione dell’airbag, nella maggior parte dei casi, è gratuita, ma la tempestività è fondamentale per evitare conseguenze drammatiche.