Si ferma Alfa Romeo, doccia gelata per l’industria italiana: decisione definitiva di Elkann

Lo stop per Alfa Romeo è una brutta notizia per tutta l’Italia, ma la decisione di Stellantis è definitiva

Alfa Romeo è uno dei marchi più iconici dell’automobilismo italiano, legato a sportività, design e soluzioni tecniche spesso all’avanguardia, capace di far innamorare generazioni di appassionati in tutto il mondo. Il Biscione ha provato più volte a rilanciarsi con modelli ambiziosi e una rinnovata identità premium, ma il percorso non è stato lineare e oggi il marchio si trova ad affrontare una fase delicata anche sul piano industriale.

alfa romeo
Si ferma Alfa Romeo, doccia gelata per l’industria italiana: decisione definitiva di Elkann (Motorizzazionetorino.it)

Il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per lo stabilimento di Cassino, il peggiore dal 1972, con un livello di produzione sceso ai minimi storici e una serie di stop alle linee che hanno generato forte preoccupazione tra i lavoratori e nell’intero indotto, e Stellantis ha deciso di fermare Alfa Romeo all’interno dello storico stabilimento.

Alfa Romeo, stop a Cassino: le motivazioni

Il nodo principale è noto da tempo e riguarda i modelli oggi assemblati a Cassino. Alfa Romeo Giulia e Stelvio sono entrambe sul mercato dal 2016 e, nonostante abbiano rappresentato una svolta tecnica e d’immagine per il marchio, oggi pagano il peso degli anni. A loro si aggiunge la Maserati Grecale, che non sembra aver raggiunto i volumi di vendita inizialmente previsti dal Tridente.

Il risultato è una produzione che fatica a decollare e una catena di stop che nel corso del 2025 ha messo a dura prova la tenuta dello stabilimento. Una situazione che, secondo i sindacati, rischia addirittura di peggiorare nel 2026. Le stime parlano infatti di un numero di giornate lavorative effettive che potrebbe scendere sotto i già bassi livelli dello scorso anno, alimentando ulteriormente le preoccupazioni dei dipendenti.

L’ennesima fermata delle linee, prevista fino alla mattina dell’8 febbraio, era quindi nell’aria. Le organizzazioni sindacali chiedono ora certezze concrete e tempi chiari, perché le rassicurazioni sull’importanza strategica di Cassino, ribadite più volte da Stellantis, faticano a tradursi in fatti. I ritardi accumulati nei piani industriali stanno diventando difficili da giustificare agli occhi di chi lavora nello stabilimento.

Sul futuro circolano diverse ipotesi, e una delle più rilevanti riguarda la possibile assegnazione a Cassino della produzione della Maserati Levante, che potrebbe garantire un minimo di continuità industriale. Sul fronte Alfa Romeo, invece, si parla di un cambio di rotta importante: la nuova Giulia potrebbe nascere su una piattaforma evoluta Giorgio EVO, con il ritorno del motore Nettuno V6, mettendo da parte la STLA Large che fino a poco tempo fa sembrava destinata ai nuovi modelli del Biscione.

Se queste indiscrezioni dovessero trovare conferma, lo stabilimento potrebbe gradualmente tornare a respirare, ma i tempi non sono brevi. I primi sviluppi concreti non sono attesi prima dell’inizio del 2027, lasciando davanti a sé un altro anno complicato per lavoratori e indotto.

Gestione cookie