Cresce la protesta nello storico stabilimento torinese di Stellantis: i lavoratori denunciano carichi di lavoro insostenibili legati alla nuova fase produttiva della Fiat 500 Hybrid.
Nello stabilimento Stellantis di Mirafiori esplode la protesta dei lavoratori impegnati sulla linea della Fiat 500 Hybrid. Le maestranze hanno incrociato le braccia per denunciare ritmi di lavoro giudicati eccessivi e una gestione produttiva che, secondo i sindacati, non tiene conto delle reali condizioni operative degli addetti.

Al centro della contestazione ci sono turni intensi, postazioni critiche e una pressione crescente sulla produttività, elementi che starebbero incidendo sia sulla salute dei lavoratori sia sulla qualità del lavoro svolto. La mobilitazione arriva in un momento delicato per il sito torinese, chiamato a sostenere un ruolo chiave nella strategia industriale del gruppo.
Carichi di lavoro e sicurezza al centro della protesta
Secondo quanto emerso, lo sciopero è stato proclamato per richiamare l’attenzione su carichi di lavoro considerati non sostenibili, soprattutto in alcune postazioni della linea di montaggio. I lavoratori segnalano movimenti ripetitivi, tempi ristretti e pause insufficienti, fattori che aumenterebbero il rischio di infortuni e affaticamento fisico.

Le rappresentanze sindacali chiedono interventi concreti su organizzazione del lavoro, ergonomia delle postazioni e revisione dei tempi di produzione, sottolineando come la transizione verso la nuova versione ibrida della 500 non possa avvenire a scapito della salute dei dipendenti.
Il futuro di Mirafiori tra rilancio industriale e tensioni sociali
La vicenda riaccende il dibattito sul futuro di Mirafiori, simbolo storico dell’industria automobilistica italiana. Se da un lato la Fiat 500 Hybrid rappresenta una scommessa strategica per mantenere attiva la produzione, dall’altro emergono criticità sociali e organizzative che rischiano di compromettere il clima interno allo stabilimento.
I sindacati chiedono ora un confronto urgente con l’azienda, affinché vengano trovate soluzioni condivise in grado di coniugare competitività industriale e tutela dei lavoratori. La protesta, intanto, segnala un malessere che va oltre il singolo episodio e che potrebbe avere ripercussioni più ampie sul sistema produttivo del gruppo in Italia.





