La casa tedesca ha chiuso il 2025 con conti sotto le attese e ora getta le prospettive sul prossimo anno.
Il 2025 si è rivelato un anno particolarmente complesso per Bosch, in un contesto generale di difficoltà che ha colpito l’intero comparto dell’automotive europeo. I dati preliminari mostrano una crescita del fatturato piuttosto contenuta, con ricavi saliti solo leggermente rispetto all’anno precedente, un risultato inferiore alle aspettative del gruppo. Il dato più critico riguarda il margine operativo, sceso dal 3,5% al 2%, segnale evidente di una pressione crescente sulla redditività.

L’amministratore delegato Stefan Hartung ha definito l’anno appena concluso come “difficile e impegnativo”, sottolineando come le tensioni economiche globali, l’incertezza dei mercati e l’aumento della concorrenza abbiano inciso pesantemente sui risultati. Questi fattori hanno frenato la crescita e ridotto i profitti, evidenziando un quadro complessivo ancora lontano dagli obiettivi strategici prefissati.
Prospettive per il 2026: sfide ancora aperte, ma con una strategia di lungo periodo
Per il 2026, Bosch non prevede un miglioramento immediato delle performance finanziarie. Il raggiungimento di margini operativi più solidi, inizialmente atteso entro il prossimo anno, è stato rinviato al 2027, complice un contesto economico che resta fragile e altamente competitivo. In particolare, il settore automotive continua a esercitare una forte pressione sui risultati, rendendo la ripresa più lenta del previsto.
Nonostante lo scenario complesso, il gruppo tedesco continua a puntare su riorganizzazione, contenimento dei costi e investimenti mirati. L’innovazione rimane al centro della strategia aziendale, con un’attenzione crescente verso l’intelligenza artificiale, il software e le tecnologie per la mobilità del futuro. L’obiettivo è rafforzare la competitività nel medio-lungo periodo, superando una fase di transizione che si preannuncia ancora impegnativa.





