Una gemma del dopoguerra italiano, rara e quasi sconosciuta, torna alla ribalta e arriva all’asta di Rétromobile Paris 2026, attirando l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo.
La Fiat 750 Pulidori non è una semplice auto d’epoca, ma una vera testimonianza della creatività e dell’ingegno artigianale italiano del secondo dopoguerra. Costruita nel 1947 dal meccanico e preparatore toscano Dario Pulidori, questa vettura nacque trasformando la meccanica di una Fiat 500 in una piccola auto da competizione per la classe 750 cc, molto popolare in quegli anni.

L’esemplare, identificato dal telaio 105121, partecipò alla storica 1000 Miglia del 1947, guidato dallo stesso Pulidori insieme a Giuseppe Cioni. Durante la gara l’auto si mise in evidenza dominando la propria categoria, prima di essere costretta al ritiro a causa di un problema meccanico. Oggi è considerata l’unica Fiat 750 Pulidori sopravvissuta, caratterizzata da una carrozzeria artigianale con ali ciclabili e uno stile essenziale ma estremamente affascinante.
Dal punto di vista tecnico, la vettura monta un motore Giannini a quattro cilindri in linea da 750 cc, abbinato a un cambio manuale a quattro marce. La leggerezza della struttura e l’impostazione corsaiola la rendono un esempio rarissimo di automobile sportiva italiana d’epoca, capace ancora oggi di catturare l’attenzione degli appassionati più esperti.
Rétromobile Paris 2026: un’asta imperdibile per i collezionisti
La Fiat 750 Pulidori sarà protagonista di una delle aste più attese durante Rétromobile Paris 2026, uno degli eventi internazionali più importanti dedicati alle auto storiche. Il salone, in programma tra fine gennaio e inizio febbraio a Parigi, rappresenta un punto di riferimento assoluto per collezionisti, investitori e semplici appassionati.
L’auto verrà proposta con una stima compresa tra 200.000 e 300.000 euro, una valutazione che riflette la sua eccezionale rarità, il valore storico e il forte legame con le competizioni del dopoguerra. Possedere una Fiat 750 Pulidori significa entrare in possesso di un pezzo unico, difficilmente destinato a riapparire sul mercato.
Rétromobile si conferma così il palcoscenico ideale per vetture leggendarie e poco conosciute, capaci di raccontare storie straordinarie e di mantenere viva la memoria dell’automobilismo italiano più autentico.





